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sconcerto nel salento

Cadavere carbonizzato in una cabina elettrica a Pomezia: morto folgorato mentre tentava un furto

Pubblicato il 11 Febbraio 2026

Il ritrovamento nella zona industriale

Un corpo carbonizzato e in avanzato stato di decomposizione è stato scoperto nella giornata di martedì 10 febbraio all’interno di una cabina elettrica in via Campobello, nell’area industriale di Pomezia.

A fare la drammatica scoperta sono stati alcuni tecnici intervenuti per ripristinare l’energia elettrica a servizio di diversi uffici della zona.

La vittima è un cittadino italiano nato nel 1980, con precedenti per furto e reati contro il patrimonio. Le prime ipotesi investigative indicano che si trovasse lì per sottrarre cavi di rame.

L’allarme e l’intervento dei carabinieri

All’apertura dello sportello della cabina, uno degli operatori è stato investito da un forte odore acre. Poco dopo aver visto il corpo, il tecnico ha accusato un malore.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Pomezia insieme al medico legale. Gli accertamenti hanno stabilito che l’uomo è morto per folgorazione, colpito da una potente scarica elettrica.

Secondo la ricostruzione, stava probabilmente tagliando i cavi per impossessarsi del rame quando è stato investito dalla corrente.

Indagini sui possibili complici

Nonostante le condizioni del cadavere, non sono stati riscontrati segni di violenza. La salma è stata poi restituita ai familiari.

Gli investigatori ritengono che il corpo si trovasse nella cabina almeno da domenica. Approfittando del fine settimana, l’uomo — forse insieme a uno o più complici — avrebbe preso di mira l’impianto elettrico.

I cavi parzialmente asportati e il materiale mancante suggeriscono che parte del furto sia stata completata. Non si esclude che eventuali complici siano fuggiti subito dopo l’incidente, portando via il rame già sottratto.

Identificazione complessa e pochi elementi utili

L’identificazione non è stata immediata: i documenti trovati addosso alla vittima erano in parte bruciati, mentre lo stato del corpo ha reso più difficili le verifiche.

A complicare ulteriormente le indagini anche la mancanza di telecamere puntate direttamente sulla cabina elettrica, elemento che potrebbe rallentare la ricostruzione completa dell’accaduto.

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