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Calcio Catania appeso a un filo, i tifosi: “11.700 è il nostro orgoglio!”

Il presidente dell’associazione culturale Panza Presenza e Sustanza mostra il suo senso di appartenenza nella speranza la matricola del Calcio Catania sia salva il prima possibile.

Pubblicato il 19 Ottobre, 2021

La recente inadempienza da parte della Sigi, la società che gestisce il Calcio Catania, che sicuramente porterà a una corposa penalizzazione in classifica, lascia del tutto interdetti tifosi rossazzurri più accaniti e vicini alla squadra, che temono sempre tantissimo per quello che potrebbe essere l’immediato futuro del club rossazzurro.

Abbiamo dato la parola ad alcuni tifosi storici che ci hanno raccontato le sensazioni che si stanno provando sul momento, a cominciare dalla preoccupazione per la perdita della matricola.

Dalle loro parole traspare un forte senso di appartenenza e anche di attenzione alle attuali vicende che riguardano il club rossazzurro, per il quale oltre settant’anni di storia non si possono disperdere nel nulla per alcune azioni imprenditoriali compiute dai soci della Sigi che alla fine si sono rivelate del tutto inefficaci, a cominciare dal treno perso per l’acquisto del club da parte di Joe Tacopina.

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Come state vivendo questa difficile situazione voi e quanto conta salvare la matricola e poi ripartire e rilanciare??

Noi la viviamo male, malissimo! Per noi il Catania 46 e tutto una passione una ragione di vita, salvare la matricola è fondamentale, 11.700 è il nostro orgoglio! Per salvare la matricola è necessario coinvolgere tutta la classe imprenditoriale catanese”.

Cosa pensate dell’operato dei soci della Sigi e quanto conta adesso per Baldini tenere la squadra unita per fare i risultati sul campo?

La Sigi era partita bene, ma si sta perdendo strada facendo, troppe teste che vogliono comandare e nessuno che mette mani al portafoglio. Servono soldi, il tempo sta finendo e la chiacchera è bella, ma ‘a putiara voli i soddi’ come si dice a Catania. Fare risultati conta tanto, ma servono tanta serenità e un programma serio, che attualmente non c’è. Così si rischia a gennaio di perdere i pezzi migliori e un’altra cosa importante è quella di riaprire immediatamente la campagna abbonamenti a prezzi ragionevoli, perché se servono soldi ogni tifoso avrà la possibilità di dare il suo piccolo contributo”.