« Torna indietro

meteo ondata caldo africano

Caldo africano sull’Italia, temperature fino a 45 gradi: aumentano le città da bollino rosso

Pubblicato il 14 Luglio 2026

Terza ondata di calore in pieno svolgimento

L’Italia è alle prese con la terza ondata di calore dell’estate, provocata dall’espansione dell’anticiclone africano alimentato da masse d’aria rovente provenienti dal Nord Africa.

Nei prossimi giorni le temperature continueranno a salire su gran parte del Paese, con valori destinati a raggiungere il picco tra giovedì 16 e venerdì 17 luglio.

Secondo il bollettino del Ministero della Salute, oggi, 14 luglio, sono quattro le città contrassegnate dal bollino rosso, il livello massimo di allerta per gli effetti del caldo sulla salute: Brescia, Firenze, Perugia e Torino.

Per la giornata di mercoledì 15 luglio, il numero salirà a sette, con l’aggiunta di Bologna, Frosinone e Roma.

Nelle restanti città monitorate il livello di allerta sarà comunque elevato, con bollini gialli o arancioni, mentre non è prevista alcuna città con bollino verde.

Sardegna verso temperature estreme

Le condizioni più critiche sono attese in Sardegna, dove la Protezione Civile regionale ha diffuso un avviso valido da mercoledì mattina fino a venerdì sera.

Le previsioni indicano temperature superiori ai 37 gradi su gran parte dell’isola, mentre nelle aree interne si potranno raggiungere 40-43 gradi, con picchi locali oltre i 45 gradi.

Le zone maggiormente interessate saranno la valle di Ottana, il Logudoro e il Campidano, dove il caldo potrebbe raggiungere livelli eccezionali.

Valori elevati anche nel resto d’Italia

L’ondata di calore interesserà praticamente tutta la Penisola.

Le previsioni indicano:

  • 37-39 gradi nelle aree interne del Centro Italia e della Puglia;
  • 36-38 gradi nella Pianura Padana;
  • temperature prossime ai 40 gradi nelle zone interne di Sicilia, Calabria e lungo il basso Adriatico.

Per tutta la settimana sono attese condizioni di tempo stabile e prevalentemente soleggiato, con il caldo destinato a intensificarsi fino a raggiungere il culmine nella giornata di giovedì 16 luglio.

In Piemonte cresce l’emergenza siccità

Oltre al caldo, alcune regioni devono fare i conti anche con una situazione di grave carenza idrica.

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha annunciato che, qualora le condizioni meteorologiche non dovessero migliorare, potrebbe essere avviata la richiesta dello stato di emergenza.

L’annuncio è arrivato al termine di un tavolo tecnico convocato a Torino per affrontare le difficoltà legate all’approvvigionamento idrico e alle ripercussioni sull’agricoltura.

Fiumi in sofferenza e piogge ben sotto la media

Secondo i dati diffusi da Arpa Piemonte, la regione presenta un deficit idrico diffuso, con criticità particolarmente marcate nei corsi d’acqua e nelle riserve superficiali.

L’indice di siccità segnala condizioni di siccità severa nei bacini del Tanaro, dello Scrivia e del Po a monte della confluenza con la Dora Baltea.

Anche le precipitazioni registrate nel mese di giugno confermano la situazione: sul bacino del Po sono caduti 62 millimetri di pioggia, pari a un deficit del 36% rispetto alla media del periodo 1991-2020.

Per fronteggiare l’emergenza, la Regione Piemonte ha già avviato contatti con la Valle d’Aosta e il Canton Ticino, con l’obiettivo di aumentare la disponibilità d’acqua destinata all’irrigazione delle colture agricole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *