Pubblicato il 4 Agosto 2026
L’ondata di calore proseguirà ancora per alcuni giorni
L’attuale fase di caldo estremo, la quarta ondata di calore dell’estate 2026, continuerà a interessare gran parte dell’Italia almeno fino alla fine della settimana. Secondo Dino Zardi, professore ordinario di Fisica dell’atmosfera e del clima all’Università di Trento, non sono previsti cambiamenti rilevanti nel breve periodo.
I primi segnali di un miglioramento arriveranno inizialmente al Nord, soprattutto nelle zone alpine, mentre le regioni meridionali dovranno attendere ancora diversi giorni prima di registrare un calo delle temperature.
Dal 7 agosto possibile lieve calo termico al Nord
A partire da venerdì 7 agosto potrebbe verificarsi un primo indebolimento del caldo nelle regioni settentrionali. L’arrivo di masse d’aria più fresca favorirà il contrasto con l’aria rovente presente sul territorio, aumentando la possibilità di rovesci e temporali, soprattutto lungo l’arco alpino.
Il calo delle temperature, però, sarà graduale e progressivo: il Sud Italia continuerà a fare i conti con valori elevati ancora per alcuni giorni, con una possibile attenuazione del caldo solo dalla metà della prossima settimana.
Non un vero picco, ma una fase stabile: raggiunto un plateau
L’esperto invita inoltre alla prudenza nell’utilizzare il termine “picco” per descrivere questa ondata di calore. Secondo Zardi, infatti, le temperature non stanno registrando un aumento ulteriore, ma si mantengono ormai stabili da diversi giorni.
“Più che di un picco si può parlare di un plateau”, spiega il meteorologo, sottolineando che i valori termici giornalieri si stanno ripetendo con caratteristiche molto simili.
Fino al 6 agosto, salvo eventuali fenomeni locali come temporali isolati, le temperature resteranno superiori alla media stagionale a causa della persistenza dell’anticiclone africano.
Temperature oltre i 40 gradi e siccità sempre più critica
La quarta ondata di caldo dell’estate 2026 è iniziata negli ultimi giorni di luglio e ha portato temperature massime superiori ai 40 gradi in numerose città italiane.
La situazione è aggravata dalla prolungata assenza di precipitazioni, che sta creando difficoltà alle riserve idriche e mettendo sotto pressione la vegetazione.
Secondo le previsioni attuali, non sono attesi importanti sistemi perturbati almeno fino alla metà del mese. Possibili episodi di pioggia resteranno limitati soprattutto al Nord e alle aree montane.
Rischio incendi ancora elevato
La combinazione tra caldo persistente, terreno secco e mancanza di piogge continua ad aumentare il pericolo incendi. Le condizioni attuali favoriscono infatti sia l’innesco delle fiamme sia una loro rapida propagazione, rendendo la gestione dell’emergenza particolarmente complessa.

