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Caldo, l’Italia torna a respirare: diminuiscono le città da bollino rosso, ma cresce l’allerta per i temporali

Pubblicato il 1 Luglio 2026

L’ondata di calore perde intensità

Dopo giorni caratterizzati da temperature estreme, l’ondata di caldo inizia gradualmente ad attenuarsi su gran parte dell’Italia. Secondo il bollettino del Ministero della Salute, le città contrassegnate dal bollino rosso scendono oggi a 21, mentre nella giornata di domani saranno soltanto 2, segnale di un progressivo miglioramento delle condizioni meteorologiche.

La diminuzione delle temperature rappresenta una tregua attesa soprattutto nelle aree maggiormente colpite dall’afa, dove negli ultimi giorni il caldo intenso ha messo a dura prova cittadini e servizi sanitari.

Arrivano piogge e temporali in diverse regioni

Con il calo delle temperature aumenta però l’instabilità atmosferica.

La Protezione Civile ha diramato un’allerta arancione per rischio temporali in Lombardia, mentre è stata emessa un’allerta gialla per numerose regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria e Veneto.

Le autorità invitano la popolazione a prestare particolare attenzione ai fenomeni temporaleschi, che potrebbero essere accompagnati da forti raffiche di vento, grandinate e locali criticità idrogeologiche.

Il Ministero della Salute contesta i dati dell’Oms

Nel frattempo si apre un confronto sui dati relativi agli effetti del caldo sulla salute.

Il Ministero della Salute ha contestato le stime diffuse dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) riguardanti il numero dei decessi attribuiti alle elevate temperature in Italia, annunciando una rivalutazione delle informazioni disponibili.

L’obiettivo è verificare la correttezza delle cifre e fornire un quadro aggiornato dell’impatto dell’ondata di calore sul territorio nazionale.

Copernicus: giugno segna un nuovo record per il riscaldamento degli oceani

Sul fronte climatico arrivano dati che confermano la tendenza al riscaldamento globale.

Secondo il Servizio per i cambiamenti climatici di Copernicus e il Servizio marino di Copernicus, le temperature superficiali degli oceani hanno raggiunto il livello più elevato mai registrato per il mese di giugno, superando i record stabiliti nel 2023 e nel 2024 nello stesso periodo.

Gli esperti sottolineano che questo fenomeno potrebbe avere importanti ripercussioni sugli equilibri climatici, sugli eventi meteorologici estremi e sugli ecosistemi marini.

A rendere il quadro ancora più delicato contribuisce la previsione di un evento di El Niño potenzialmente intenso, che potrebbe influenzare il clima globale nei prossimi mesi, favorendo condizioni meteorologiche sempre più estreme in diverse aree del pianeta.

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