Pubblicato il 22 Marzo 2022

Carlo Calenda esprime il suo dissenso così. Con un tweet. Quello con cui boccia quel che ha detto il premier Mario Draghi dopo l’intervento alla Camera del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. E cioè che l’Italia è favorevole all’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea e che il Governo, oltre a manifestare approvazione, si farà promotore affinché si realizzi.
“Sono favorevole a aiutare in tutti i modi l’Ucraina e Zelensky contro l’invasione – scrive il leader di Azione – Non sono favorevole all’ingresso dell’Ucraina nell’Ue”.
“Il continuo allargamento – spiega – pregiudica la possibilità di costruire una Ue più integrata e aumenta il rischio di conflitto diretto con la Russia”.
“Possiamo scegliere tra una Ue sempre più forte – aggiunge – coesa e integrata (politicamente e militarmente) o uno spazio economico allargato all’infinito. Come abbiamo visto con l’allargamento a Est le due strade sono alternative. In quanto federalista non ho dubbi nello scegliere la prima”.
Numerose le critiche e le perplessità suscitate dall’opinione di Calenda, coerente, comunque, con quel che aveva già espresso alla vigilia del discorso di Zelensky: “La destra in Italia è antieuropea e silenziosa sulle responsabilità di Putin, con cui ha intrattenuto rapporti opachi. La sinistra dice no al gas, al nucleare e alle spese per la difesa. I Cinquestelle e i Verdi no a tutto. Azione sarà alternativa a questi due poli”.
E lo ha manifestato, di volere essere altro, anche opponendosi all’ingresso dell’Ucraina nell’Ue. Che, alcuni gli fanno notare, non è la Nato, quindi non è giustificabile rigidità e allarme.
D’altronde Calenda ha già manifestato le sue intenzioni politiche anche cambiando idea sul “modello Verona” e si è chiamato fuori dall’alleanza, allargata agli odiati 5 stelle, intorno alla “Rete!” dell’ex calciatore Damiano Tommasi, candidato sindaco nella città dell’Arena.
Lo ha annunciato sempre su Twitter: “Ho ricevuto un paio di richieste di chiarimento. Con tutta la stima per Damiano Tommasi (umana, politica e calcistica) se a Verona sarà in coalizione il M5S, Azione non ci sarà. Su questo siamo stati chiari con lui sin dall’inizio”. Il centrosinistra allargato in riva all’Adige, che vedeva escluso solo Renzi con la sua Italia Viva, sarà, dunque, un po’ meno largo.

