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Caposala dell’ospedale ricuce cadavere e posta foto choc, sorridente, sui social

Il fatto incredibile è accaduto nell’ospedale Perrino della città pugliese

Pubblicato il 15 Ottobre 2023

Il fatto incredibile è accaduto nell’ospedale Perrino della città pugliese. La caposala si fa fotografare sorridente mentre ricuce un cadavere al quale è stata fatta l’autopsia. Le immagini choc girano sui social, seguono like e commenti. Il post, poi, è stato rimosso

Una caposala dell’ospedale Perrino di Brindisi pubblica sul suo profilo social le foto che la ritraggono sorridente mentre, con ago da chirurgo e filo da sutura, ricuce l’addome di un cadavere sottoposto ad autopsia. “Scatti raggelanti”, commenta chi li ha notati online soffermandosi sui particolari: l’addome squarciato, un braccio disteso lungo il corpo esanime adagiato sul tavolo autoptico dell’obitorio. Protagonista dell’episodio è la caposala del reparto di Anatomia e Istologia Patologica dell’ospedale brindisino.

L’episodio è stato raccontato dal Corriere del Mezzogiorno che indica nel giorno del 1° maggio scorso il ‘lancio’ sul web del post, quindi reso pubblico, accessibile alla comunità del web. Il profilo è quello della coordinatrice del reparto di Anatomia patologica: sulle foto ci sono nome, cognome e orario di pubblicazione. E, sotto, anche commenti ispirati alla Festa dei lavoratori che si celebra, appunto, il 1° maggio. Non è dato sapere – scrive il Corriere del Mezzogiorno – se le autorità sanitarie abbiano in qualche modo censurato il comportamento della caposala. Notizie ufficiali di un eventuale procedimento disciplinare, pure adombrato dal presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, non ci sono. 

Le foto choc

Restano quelle immagini irrispettose che qualcuno ha fatto in tempo a ‘catturare’ prima che la storia scomparisse definitivamente dal web per scadenza programmata.

Il post avrebbe, comunque, riscosso un discreto successo, pur nel breve arco temporale in cui è rimasto on line: 93 tra like, cuoricini, emoticon, una quindicina di commenti. “Quando ero piccola la sarta mi diceva (in dialetto): “Filo lungo, maestra pazza. Si è avverato tutto”, commenta la coordinatrice, alludendo alle dimensioni del nastro da sutura che tiene stretto nella mano destra.

“La vicenda va inquadrata nell’ambito della tutela del decoro della professione, del buon gusto, anche perché – sostiene Filippo Anelli – non si sta facendo un atto medico che prevede diagnosi e terapia. Configurare le azioni della coordinatrice come un atto medico è difficile, anche perché sta operando su un cadavere. Però, non è certamente bello che si mettano sui social le immagini di una salma. Perciò si potrebbe obiettare che sarebbe stato opportuno non farlo. Si tratta, ripeto, di un gesto di pessimo gusto”.

La didascalia

Come riporta il Corriere, nella didascalia di una delle diverse immagini postate sul social la caposala ha scritto: “Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e con la testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani, con la testa e con il cuore è un’artista. Buon Primo maggio a tutti”. Per scelta editoriale, non pubblichiamo la foto in questione e ne usiamo una di repertorio.