Pubblicato il 29 Agosto 2022
“Ricorreremo al Giudice ordinario. Un decreto del Governo eviterebbe una nuova brutta figura internazionale”.
Così marco Cappato.
Gli Uffici elettorali della Cassazione hanno confermato le esclusioni della sua lista Referendum e Democrazia, decise da tutte le Corti d’Appello dove erano state presentate nei giorni scorsi.
Per Cappato si tratta di una “esclusione prevista, visto il ruolo notarile che ha scelto di svolgere la Cassazione, ma la Costituzione e un regolamento europeo ci danno ragione”.
“Preoccuparsi per l’astensionismo. Dopo avere boicottato i referendum cannabis e eutanasia, ignorato per anni le leggi di iniziativa popolare, affossato la piattaforma pubblica di partecipazione, impedito la presentazione di liste con firma digitale. Ci vuole un bel coraggio”, aveva scritto Cappato.
L’Ufficio elettorale della Cassazione ha confermato la ricusazione, che era stata già decisa nei giorni scorsi dai giudici della Corte d’Appello milanese, delle liste presentate in Lombardia da Referendum e Democrazia, per la nota questione delle firme digitali e non cartacee, e da Forza Nuova, presentata solo per il Senato.
La Cassazione, a quanto si è saputo, ha confermato in totale l’esclusione di sei liste che avevano fatto ricorso dopo le bocciature degli Uffici elettorali della Corte d’Appello milanese.
Erano state respinte, per motivi vari in gran parte legati alla raccolta firme, anche le liste dei Gilet Arancioni, del Movimento Animalista, del Partito Comunista Italiano, di Destre Unite e di Alternativa per l’Italia-No Green pass.
Ai vertici della Corte d’Appello milanese, presieduta da Giuseppe Ondei, sono arrivate stamani per ora le decisioni di conferma alle bocciature di 6 liste, tra cui appunto quelle di Cappato e Forza Nuova, e mancano al momento solo due provvedimenti, in arrivo dalla Cassazione in queste ore, su altre due liste “minori” che avevano fatto ricorso.
Entro domani verrà effettuata, sempre in Corte d’Appello a Milano, l’estrazione per le posizioni dei simboli nelle schede elettorali per i collegi lombardi.
L’Ufficio elettorale per la Camera della Corte d’Appello milanese tecnicamente aveva dichiarato l’invalidità della lista Referendum e Democrazia, perché, a prescindere dalla questione delle firme digitali, queste ultime, secondo i giudici, erano state depositate oltre il termine.
Nei provvedimenti di conferma, così come chiarito dai vertici della Corte d’Appello di Milano, la Cassazione ha fatto presente che il deposito delle firme digitali e non cartacee non è previsto dalle normative.
Forza Nuova, invece, aveva sostenuto di non aver bisogno di raccogliere le firme perché, spiegava il movimento di estrema destra, era collegato a un componente del Parlamento europeo.
Non si trattava, però, di un parlamentare di un seggio italiano, ma di un eurodeputato greco di Alba Dorata.

