Pubblicato il 29 Luglio 2026
Prezzi medi in calo, ma il risparmio atteso non è ancora completo
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha diffuso i nuovi dati sui prezzi medi dei carburanti rilevati sulla rete nazionale.
Attualmente la benzina self service si attesta a 1,986 euro al litro, mentre il gasolio arriva a 2,074 euro al litro. Sulle autostrade i costi risultano ancora più elevati: 2,074 euro/litro per la benzina e 2,169 euro/litro per il diesel.
Il pieno costa circa 5 euro in meno, ma il taglio previsto è maggiore
Rispetto al giorno precedente, il prezzo del gasolio è passato da 2,180 a 2,074 euro al litro, con una riduzione di circa 10,6 centesimi al litro.
Per un automobilista che effettua un rifornimento completo da 50 litri, il risparmio attuale è quindi di circa 5 euro.
Tuttavia, il decreto approvato dal Governo prevedeva un intervento più consistente: un taglio dell’accisa sul diesel pari a 17 centesimi al litro, comprensivi dell’effetto dell’Iva.
Questo significa che, rispetto allo sconto teorico, mancherebbero ancora 6,4 centesimi al litro. Se la riduzione fosse applicata completamente, il risparmio su un pieno da 50 litri dovrebbe arrivare a circa 8,50 euro.
Perché il prezzo non è ancora sceso quanto previsto
La differenza tra lo sconto annunciato e quello effettivamente visibile alla pompa non sarebbe legata a irregolarità o anomalie.
L’ipotesi più probabile è che la misura abbia bisogno di tempo per produrre pienamente i suoi effetti.
I distributori, infatti, non modificano automaticamente i prezzi nel momento stesso in cui entra in vigore un provvedimento. Molti gestori devono prima esaurire le scorte di carburante acquistate a condizioni precedenti e solo successivamente applicare i nuovi prezzi sui rifornimenti acquistati con il taglio fiscale già incorporato.
La riduzione potrebbe quindi diventare più evidente nei prossimi giorni, salvo eventuali aumenti delle quotazioni internazionali del petrolio.
Il mercato del petrolio resta un fattore decisivo
L’andamento dei prezzi alla pompa continua a dipendere anche dalle dinamiche dei mercati energetici.
Nel momento della rilevazione, il petrolio Brent quotato a Londra si trovava intorno agli 84 dollari al barile, in aumento nelle ultime 24 ore ma comunque in calo rispetto alla settimana precedente.
Il valore resta però distante dai livelli precedenti alla crisi dello Stretto di Hormuz, quando il greggio veniva scambiato nella fascia dei 60-70 dollari al barile.
Lo sconto sul diesel durerà soltanto fino al 6 agosto
Il provvedimento del Governo ha una durata limitata: la riduzione sul gasolio sarà valida fino al 6 agosto, quindi ancora per pochi giorni.
Sul tema è intervenuto anche Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha sottolineato come il diesel sia rimasto sopra la soglia dei 2 euro nonostante il taglio fiscale.
Secondo Dona, il mancato calo sotto i 2,10 euro al litro dopo l’intervento sulle accise rappresenta un risultato inferiore alle aspettative. In autostrada, inoltre, il prezzo del diesel resta ancora vicino ai 2,17 euro al litro.
Consumatori: necessario intervenire anche sulla benzina
Dona ha evidenziato anche il problema della benzina, rimasta esclusa dal taglio delle accise.
Secondo il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, il fatto che in autostrada la benzina abbia raggiunto lo stesso prezzo del diesel sulla rete ordinaria, pari a 2,074 euro al litro, dimostrerebbe la necessità di un intervento anche sulla verde.
Dal 3 luglio a oggi, sempre secondo Dona, la benzina avrebbe registrato un aumento di circa 18 centesimi al litro, con un aggravio stimato di circa 9 euro su un rifornimento da 50 litri.

