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Carburanti, il diesel supera di nuovo i 2 euro al litro: aumenti pesanti per gli automobilisti

Pubblicato il 15 Luglio 2026

Il prezzo del gasolio torna sopra la soglia dei 2 euro al litro, con il costo dei rifornimenti che continua a crescere per gli automobilisti italiani. Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero delle Imprese, il prezzo medio praticato sulla rete stradale nazionale in modalità self service è arrivato a 1,897 euro al litro per la benzina e 2,017 euro al litro per il diesel.

A incidere sui rincari sono soprattutto le tensioni internazionali sul mercato energetico, con il petrolio che ha raggiunto nuovi rialzi: a Londra il greggio viene scambiato intorno agli 85 dollari al barile, mentre nello Stretto di Hormuz sono tornate le tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo il venir meno della tregua.

In due settimane il pieno è aumentato di oltre 6 euro

Gli effetti degli aumenti si sono fatti sentire rapidamente. Il 3 luglio, dopo la fine dello sconto sulle accise da 6,1 centesimi al litro, il prezzo della benzina era pari a 1,803 euro al litro, mentre il diesel si fermava a 1,882 euro al litro.

Nel giro di meno di due settimane il costo è cresciuto sensibilmente: la benzina è aumentata di circa 9,4 centesimi al litro, mentre il gasolio di 13,5 centesimi.

Per un automobilista, il conto è evidente: un pieno da 50 litri oggi costa circa 4,70 euro in più per un’auto a benzina e 6,75 euro in più per un veicolo diesel rispetto ai prezzi di inizio luglio.

Federconsumatori: “Rincari ingiustificati, 265 euro in più all’anno per famiglia”

Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, considerando l’andamento del prezzo della materia prima, il cambio euro-dollaro e il livello delle accise, i carburanti potrebbero avere un costo inferiore rispetto ai valori attuali.

L’associazione calcola che la benzina dovrebbe costare circa 15 centesimi in meno al litro, mentre per il diesel la differenza sarebbe di circa 8 centesimi.

“Questi sovrapprezzi continuano a pesare in maniera ingiustificata sulle famiglie”, spiegano da Federconsumatori, sottolineando come gli aumenti incidano sia direttamente sui rifornimenti sia indirettamente sui prezzi dei prodotti trasportati.

Secondo l’organizzazione, l’impatto complessivo raggiungerebbe un aggravio di circa 265 euro all’anno per famiglia: 138,60 euro legati direttamente al costo dei carburanti e 126,40 euro dovuti all’aumento dei costi di trasporto delle merci.

L’associazione evidenzia inoltre che il peso sarebbe stato inferiore di circa 112,80 euro annui per famiglia se il taglio delle accise fosse rimasto in vigore più a lungo.

Il Codacons chiede un nuovo taglio delle accise

Anche il Codacons interviene sulla situazione e chiede un intervento immediato del governo.

Secondo l’associazione dei consumatori, sarebbe necessario un nuovo taglio delle accise per tutto il periodo estivo, con l’obiettivo di ridurre il costo dei rifornimenti e limitare l’impatto degli aumenti sugli spostamenti delle famiglie.

Il timore è che il caro carburanti possa tradursi in una nuova pressione sul bilancio degli italiani, soprattutto durante il periodo delle vacanze, quando aumenta la domanda di mobilità.

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