Pubblicato il 22 Aprile 2026
Le critiche del ministro alla Commissione europea
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, ha espresso forte preoccupazione per la gestione europea della crisi dei carburanti. Intervenendo a Firenze durante un evento istituzionale, ha dichiarato che “l’Europa continua a restare immobile”, impedendo all’Italia di intervenire come necessario.
Secondo Salvini, a Bruxelles si starebbe sottovalutando la gravità della situazione, arrivando a ipotizzare persino una certa “malafede” nella gestione della crisi.
Il rischio per trasporti e approvvigionamenti
Il ministro ha evidenziato come le richieste di intervento arrivino direttamente dalle associazioni degli autotrasportatori, attualmente in difficoltà. Nonostante la disponibilità di risorse, ha spiegato, le norme europee limitano la possibilità di aiutare concretamente il settore.
Un eventuale blocco dei trasporti avrebbe conseguenze pesanti: “Se si fermano i tir, supermercati e negozi restano senza merce”, con il rischio di un vero e proprio caos nella distribuzione.
Accise e limiti agli aiuti economici
Sul tema delle accise, Salvini ha chiarito che lo sconto sui carburanti, in scadenza il primo maggio e costato circa un miliardo di euro, rappresenta solo un aiuto parziale.
Il problema principale riguarda infatti le imprese: autotrasporto, agricoltura e altri settori produttivi non possono ricevere il sostegno necessario a causa di vincoli come il Patto di stabilità e le regole europee sugli aiuti di Stato.
Settori produttivi in difficoltà
Il ministro ha sottolineato come l’aumento dei costi stia già avendo effetti concreti, citando ad esempio i cantieri fermi per il rincaro del bitume, salito fino al 70%. Una situazione che rischia di bloccare attività fondamentali come la manutenzione delle strade.
Di fronte a questi limiti, Salvini ha lasciato intendere che il governo potrebbe valutare azioni autonome: “Non possiamo fermare il Paese per decisioni prese a Bruxelles”.
Prezzi dei carburanti in leggero calo
Nel frattempo, i dati più recenti indicano un lieve calo dei prezzi alla pompa. La benzina in modalità self service si attesta intorno a 1,740 euro al litro, mentre il diesel scende a circa 2,074 euro al litro.
Anche su autostrada si registra una flessione, con benzina e gasolio in diminuzione rispetto ai giorni precedenti. Secondo le rilevazioni di settore, alcune compagnie hanno già applicato riduzioni sui prezzi consigliati, contribuendo a un generale alleggerimento dei costi per gli automobilisti.
Un equilibrio ancora fragile
Nonostante il calo dei prezzi, la situazione resta delicata. Tra tensioni geopolitiche, regole europee e difficoltà dei settori produttivi, il tema dei carburanti continua a rappresentare una delle principali sfide economiche del momento.

