Pubblicato il 6 Luglio 2026
È ufficialmente iniziato il cosiddetto “effetto accise”, che si traduce in un nuovo incremento dei prezzi dei carburanti in tutta Italia. Dopo la fine dello stop ai tagli entrato in vigore lo scorso 3 luglio, gli operatori hanno aggiornato i listini tenendo conto del ritorno del tributo a pieno regime.
Il risultato è un aumento generalizzato: +6 centesimi al litro per benzina e diesel e +1,5 centesimi per il Gpl, valori comprensivi di IVA. Gli effetti sono già visibili alla pompa, con il gasolio in modalità self che ha superato quota 1,9 euro al litro, arrivando fino a 2 euro nelle stazioni autostradali.
Prezzi in aumento su tutta la rete nazionale
Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nella giornata di lunedì 6 luglio si registrano ulteriori ritocchi al rialzo.
In modalità self service sulla rete ordinaria:
- Benzina a 1,844 euro al litro (+41 millesimi rispetto a venerdì)
- Gasolio a 1,925 euro al litro (+43 millesimi)
Sulla rete autostradale i valori risultano ancora più elevati:
- Benzina a 1,938 euro al litro (+44 millesimi)
- Gasolio a 2,008 euro al litro (+40 millesimi)
Il rincaro, seppur contenuto sul singolo pieno, si traduce in un incremento diffuso lungo tutta la filiera dei trasporti e della mobilità.
L’allarme delle associazioni dei consumatori
Sul fronte dei consumatori, il Codacons definisce la situazione una “nuova batosta per gli automobilisti italiani”, stimando un impatto economico significativo su scala nazionale.
Secondo l’associazione, sulla rete stradale italiana vengono venduti ogni giorno oltre 64 milioni di litri di carburante. In questo scenario, l’aumento delle accise comporterebbe un costo aggiuntivo di circa 3,9 milioni di euro al giorno, che su base annua si tradurrebbe in un aggravio complessivo pari a circa 1,42 miliardi di euro.
Un impatto che, secondo le stime, finisce per pesare non solo sui singoli automobilisti, ma anche sui costi complessivi di trasporto e logistica.

