Pubblicato il 24 Aprile 2026
Benzina e gasolio ai livelli più alti
La Sicilia si conferma tra le aree più costose d’Italia per il rifornimento di carburante. Secondo l’analisi del Codacons sui dati del Mimit aggiornati al 23 aprile 2026, nell’Isola si registrano prezzi medi pari a 1,752 euro al litro per la benzina self e 2,075 euro al litro per il gasolio self.
Numeri che collocano la regione al quinto posto tra le più care sia per la benzina sia per il gasolio, evidenziando una situazione particolarmente gravosa per cittadini e imprese.
Impatto sull’economia regionale
Il caro carburanti non colpisce solo gli automobilisti, ma ha effetti diffusi su tutto il sistema economico. L’aumento dei prezzi incide infatti su trasporti, distribuzione delle merci, commercio e filiera agroalimentare, con conseguenze dirette anche sui prezzi finali pagati dai consumatori.
In un territorio dove i collegamenti pubblici risultano spesso insufficienti, molte famiglie dipendono dall’auto per le esigenze quotidiane, rendendo il peso dei rincari ancora più significativo.
L’allarme sul prezzo del gasolio
Particolarmente preoccupante è il dato relativo al gasolio, che in Sicilia resta stabilmente sopra i 2 euro al litro, con una media di 2,075 euro. Un livello che rappresenta un serio campanello d’allarme, poiché il gasolio è fondamentale per il trasporto di merci e per numerosi settori produttivi.
L’aumento di questo carburante comporta effetti a catena sui costi logistici e sui prezzi al consumo, incidendo direttamente sul costo della vita.
La richiesta di interventi urgenti
Il Codacons sollecita un’azione immediata da parte delle istituzioni, chiedendo controlli più stringenti lungo tutta la filiera dei carburanti. In particolare, vengono richieste verifiche su andamento dei prezzi, margini applicati e possibili anomalie territoriali.
L’obiettivo è evitare che il peso del caro carburanti continui a gravare su famiglie, lavoratori e imprese, in una regione che già sconta difficoltà infrastrutturali e costi elevati per la mobilità.

