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Carburanti, stop agli sconti e tensioni internazionali: benzina e diesel tornano a salire

Pubblicato il 8 Luglio 2026

Fine del taglio delle accise e nuovi rincari alla pompa

La fine della riduzione sulle accise ha già iniziato a farsi sentire sui prezzi dei carburanti, ma a complicare ulteriormente la situazione sono tornate le tensioni in Medio Oriente. Il costo di benzina e gasolio è nuovamente aumentato, allontanando l’ipotesi di una tregua sui prezzi.

Dal 3 luglio a oggi, il prezzo medio della benzina è passato da 1,803 a 1,855 euro al litro, mentre il diesel è salito da 1,882 a 1,941 euro al litro. In termini concreti, si tratta di un incremento di 5,2 centesimi al litro per la benzina e di 5,9 centesimi per il gasolio.

Per gli automobilisti il conto è immediato: un pieno da 50 litri di benzina costa circa 2,60 euro in più, mentre per un’auto diesel l’aumento arriva quasi a 3 euro. Un rincaro che coincide con la fine dello sconto sulle accise, che valeva proprio 6,1 centesimi al litro.

Nuovi raid in Iran e petrolio in rialzo

La situazione internazionale rischia però di peggiorare ulteriormente. I nuovi attacchi statunitensi contro l’Iran hanno fermato la discesa dei prezzi energetici, riportando tensione sui mercati.

Dopo il momentaneo accordo tra Washington e Teheran, il prezzo del greggio era sceso fino a circa 70 dollari al barile, avvicinandosi ai valori precedenti alla crisi. La tregua, però, è durata poco: dopo gli attacchi iraniani contro alcune navi nello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti hanno risposto con nuovi bombardamenti.

La conseguenza è stata una nuova impennata del petrolio: il Brent è tornato vicino agli 80 dollari al barile, con il rischio che nelle prossime settimane possano arrivare ulteriori aumenti sui listini dei carburanti italiani.

Le tensioni tra Usa e Iran pesano sui mercati

A rendere più incerto lo scenario sono anche le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump. Durante il vertice Nato di Ankara, Trump ha definito il dialogo con l’Iran “una perdita di tempo”, accusando la leadership iraniana di rappresentare una minaccia.

Secondo fonti statunitensi citate dai media americani, l’azione contro Teheran sarebbe una vera e propria “punizione” destinata a proseguire. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno deciso di ripristinare le sanzioni sulle esportazioni di petrolio iraniano, aumentando le pressioni sul mercato energetico globale.

Carburanti ancora lontani dai livelli di inizio anno

La crisi internazionale rischia quindi di mantenere elevati i prezzi alla pompa. La possibilità di un rapido ritorno ai valori più bassi dei mesi scorsi appare sempre più lontana.

A febbraio il prezzo della benzina era infatti di circa 1,652 euro al litro, mentre il diesel si fermava a 1,7 euro al litro. Rispetto a oggi, la differenza è di circa 20 centesimi per la benzina e 24 centesimi per il gasolio.

Tradotto in spesa reale, un automobilista che oggi fa un pieno da 50 litri paga circa 10 euro in più rispetto a febbraio per la benzina e oltre 12 euro in più per il diesel. Una distanza che testimonia quanto il mercato dei carburanti resti ancora sotto pressione.

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