Pubblicato il 27 Luglio 2022
Colpito alla testa con uno sgabello e trasportato d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, dove era stato sottoposto a un intervento chirurgico.
Non ce l’ha fatta Graziano Piana, nato 54 anni fa a Sassari, il detenuto aggredito la scorsa notte nel carcere di Bancali dal suo compagno di cella.
E’ morto un paio di ore fa.
Ora la posizione del suo aggressore, un 27enne, si aggrava.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Sassari, sono svolte dalla Polizia penitenziaria.
“Con uno sgabello, un ristretto ha aggredito il suo compagno di cella mentre dormiva, fracassandogli la testa. Trasportato in codice rosso al pronto soccorso di Sassari, l’uomo è attualmente in fin di vita. Non sono note le ragioni di questo folle gesto, ma la situazione del carcere di Bancali è allarmante”,
commenta Antonio Cannas, delegato nazionale per la Sardegna del Sappe.
Per Donato Capece, segretario generale del sindacato, “E’ necessario ripensare completamente la questione penitenziaria. Quanto accaduto nel carcere di Bancali deve necessariamente far riflettere per individuare soluzioni a breve ed evitare che la Polizia penitenziaria sia continuo bersaglio di situazioni di grave stress e grande disagio durante l’espletamento del proprio servizio”.
“Non possono più essere ammissibili e tollerabili atteggiamenti prevaricatori, arroganti da parte di una utenza che ormai, è notorio a tutti, è sempre più spietata ed insofferente al regime penitenziario, sia adulto che minorile! La politica deve farsi carico di tale problema assumendo idonee iniziative legislative per risolvere quando prima tale questione”, aggiunge.
Il Sappe, che ha già annunciato una protesta in piazza a Roma in settembre, chiede “l’uso degli scudi protettivi e caschi come deterrenti e a protezione dei poliziotti penitenziari. Se il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Carlo Renoldi non è in grado di trovare soluzioni alla gravissima situazione delle carceri italiane e alla tutela degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria deve avere la dignità di dimettersi”.

