Pubblicato il 4 Marzo 2026
L’allarme sul venir meno del diritto internazionale
Se agli Stati venisse riconosciuta la facoltà di ricorrere alla “guerra preventiva” secondo criteri unilaterali e senza un riferimento giuridico sovranazionale, l’intero pianeta rischierebbe di sprofondare nel caos. È questo il monito lanciato dal cardinale Segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, intervenendo in merito al recente attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Secondo il porporato, legittimare interventi armati preventivi in assenza di un quadro condiviso e riconosciuto a livello internazionale potrebbe aprire la strada a una pericolosa escalation globale, in cui ogni Paese si sentirebbe autorizzato ad agire in autonomia.
“Dalla forza del diritto al diritto della forza”
Nel suo intervento ai media vaticani, Parolin ha espresso profonda preoccupazione per l’indebolimento del diritto internazionale, denunciando un cambio di paradigma nelle relazioni tra gli Stati.
“È estremamente grave che alla giustizia si stia sostituendo la logica della forza”, ha osservato, sottolineando come alla forza del diritto sembri ormai subentrare il diritto della forza. Un’impostazione che, a suo avviso, si fonda sull’idea pericolosa secondo cui la pace possa essere raggiunta solo dopo l’annientamento del nemico.
Un simile approccio, ha lasciato intendere il cardinale, non solo mette in discussione i principi fondamentali dell’ordine internazionale, ma rischia di alimentare ulteriori conflitti, anziché favorire soluzioni diplomatiche e durature.

