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Morte Parelli, manganellate agli studenti, Lamorgese: “E’ stato un corto circuito”

“Quando ci sono ragazzi che manifestano per questioni gravissime c’è da aver la massima attenzione ma non possiamo

Pubblicato il 8 Febbraio, 2022

“C’è stato un cortocircuito”. Secondo il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese è quel che è accaduto lo scorso 28 gennaio, quando, durante le manifestazioni per protestare per la morte dello studente in stage Lorenzo Parelli, la polizia ha ritenuto necessario ricorrere alle cariche.

“Quando ci sono ragazzi che manifestano per questioni gravissime c’è da aver la massima attenzione ma non possiamo ignorare che c’è una direttiva che impediva manifestazioni se non statiche per ragioni di salute pubblica” ha aggiunto.

“Corto circuito – ha ribadito il ministro – che va evitato in futuro. Così come bisogna isolare i provocatori, presenti nelle manifestazioni sottoposte alla mia attenzione”.

E sull’ipotesi di introdurre dei codici identificativi per gli agenti – in uso da diversi anni negli Stati Uniti, e oggetto di diversi dibattiti parlamentari sin dal 2013 – la Lamorgese ha espresso contrarietà: “Già oggi sono presenti telecamere sui caschi di poliziotti e carabinieri per documentare le azioni di ordine pubblico: la massima trasparenza serve a tutti. Non mi sposterei in questo momento sui codici”.

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