Pubblicato il 30 Aprile 2026
Taglio delle accise: misura più breve e non uniforme
Il governo si appresta a varare un nuovo intervento per contrastare il caro carburanti, con una proroga del taglio delle accise che però sarà diversa rispetto al passato.
Il provvedimento, atteso in Consiglio dei ministri, dovrebbe avere una durata limitata, stimata intorno a due settimane, e soprattutto non sarà applicato in modo uniforme. L’obiettivo è introdurre uno sconto differenziato tra benzina e gasolio.
Meloni: più sostegno al diesel
A chiarire la linea dell’esecutivo è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha sottolineato come il taglio non sarà uguale per tutti i carburanti.
Secondo i dati più recenti, infatti, la benzina ha registrato un aumento medio del 6%, mentre il gasolio è salito fino al 24%. Per questo motivo il governo punta a concentrare l’intervento soprattutto sul diesel, con una riduzione più significativa rispetto alla benzina.
In passato lo sconto era identico per entrambi, pari a 24,4 centesimi al litro, ma ora l’obiettivo è riequilibrare l’impatto degli aumenti.
Costi elevati e ricerca di nuove risorse
La misura ha un peso rilevante sui conti pubblici: finora il taglio delle accise è costato centinaia di milioni di euro, con circa 20 milioni al giorno.
Per questo il nuovo intervento dovrebbe rimanere entro un tetto complessivo vicino ai 500 milioni di euro, mantenendo un equilibrio tra sostegno ai cittadini e sostenibilità finanziaria.
Aiuti al settore trasporti per evitare lo stop
Nel decreto è previsto anche un rafforzamento degli aiuti per l’autotrasporto. In particolare, si lavora a un aumento del credito d’imposta per coprire oltre il 50% dei costi sostenuti dalle aziende.
L’obiettivo è evitare il blocco dei tir annunciato per fine maggio. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha ribadito la priorità del governo: “Sostenere le imprese del settore e prevenire il rischio di paralisi del Paese”.
Sul tavolo anche il piano casa
Accanto al tema carburanti, il Consiglio dei ministri esaminerà anche il tanto atteso Piano casa, un intervento strutturale per affrontare l’emergenza abitativa.
Il progetto prevede risorse complessive tra i 4 e i 5 miliardi di euro e punta alla realizzazione di oltre 100mila nuovi alloggi nei prossimi dieci anni, destinati in particolare a giovani, famiglie e categorie fragili.
Recupero degli immobili e nuove opportunità
Un elemento centrale del piano riguarda il recupero del patrimonio esistente: circa 50mila case popolari attualmente inutilizzate o inagibili saranno ristrutturate per essere rimesse sul mercato in tempi rapidi.
Sono previste anche semplificazioni burocratiche e strumenti di sostegno mirati, con fondi dedicati a situazioni specifiche, come quelle dei genitori separati o divorziati.
Le risorse verranno distribuite progressivamente, con una prima fase immediata e ulteriori finanziamenti provenienti anche dai fondi di coesione.

