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Caro gasolio, gli autotrasportatori valutano lo sciopero: chiesto un confronto con il governo

Pubblicato il 25 Settembre 2026

Assotir: “Il governo convochi la categoria”

La crescente pressione sui costi del carburante riaccende la protesta degli autotrasportatori. Assotir non esclude la possibilità di uno sciopero qualora il governo non convochi le associazioni del settore per discutere dell’emergenza legata al caro-gasolio.

A spiegare la posizione dell’organizzazione è stato il segretario generale Claudio Donati, intervenuto durante una conferenza stampa a Roma. Secondo Donati, l’ipotesi di fermare i mezzi rappresenterebbe una scelta estrema da assumere soltanto insieme alle altre organizzazioni dell’autotrasporto.

“Fermarsi anche soltanto per una giornata significa fermare il Paese”, ha sottolineato il segretario generale, evidenziando il peso strategico del comparto per l’economia nazionale.

L’auspicio dell’associazione è comunque quello di evitare una mobilitazione. Donati ha richiamato il governo alla responsabilità, mentre la presidente nazionale di Assotir, Anna Vita Manigrasso, ha osservato che le difficoltà economiche stanno mettendo le imprese del settore nella condizione di non riuscire più a sostenere i costi.

Adusbef: lo sciopero non ridurrebbe il prezzo del carburante

Sul possibile sciopero interviene anche Adusbef, che pur condividendo le preoccupazioni degli autotrasportatori invita a evitare proteste che potrebbero avere ripercussioni su cittadini e sistema economico.

Secondo il presidente dell’associazione, Antonio Tanza, un blocco generale dell’autotrasporto rischierebbe di danneggiare il Paese senza incidere direttamente sul prezzo del gasolio alla pompa.

Adusbef propone invece un confronto tra tutte le categorie colpite dall’aumento dei carburanti, con l’obiettivo di individuare misure concrete e immediatamente applicabili per contenere l’impatto dell’emergenza su famiglie, imprese e lavoratori.

Agricoltori in protesta con i trattori vicino Roma

Il caro carburante sta alimentando tensioni anche nel settore agricolo. Una rappresentanza di agricoltori provenienti dai territori di Fiumicino, Cerveteri, Ladispoli e Anguillara si è radunata con i propri trattori lungo la via Aurelia, al chilometro 22, tra Torrimpietra e Granaretto.

Al presidio sono già arrivati diversi mezzi, mentre gli organizzatori prevedono ulteriori partecipanti anche provenienti da altre zone. Sui trattori sono comparsi striscioni rivolti contro l’aumento dei costi, tra cui la scritta “Il carburante aumenta per tutti”.

La mobilitazione è stata programmata per tre giorni e si svolge nello stesso tratto di strada già interessato in passato da proteste degli agricoltori della zona nord della Capitale.

Gli operatori chiedono interventi a sostegno del comparto e sottolineano come l’aumento del carburante incida pesantemente sulle attività che richiedono quotidianamente lunghi spostamenti. L’incremento dei costi di trasporto rischia inoltre di trasferirsi sui prezzi finali dei prodotti.

Unc: il gasolio sfiora i 2,4 euro sulle strade ordinarie

Sul fronte dei prezzi interviene l’Unione Nazionale Consumatori. Il presidente Massimiliano Dona segnala che la situazione potrebbe peggiorare con l’aumento delle accise previsto per il giorno successivo.

Secondo i dati del Mimit citati dall’associazione, l’incremento delle accise di 5 centesimi al litro, pari a 6,1 centesimi considerando l’Iva al 22%, porterà il gasolio vicino ai 2,5 euro al litro in autostrada e quasi a 2,4 euro sulla rete stradale ordinaria.

In particolare, a parità di prezzo industriale, il prezzo medio indicato per il gasolio passerebbe da 2,421 a 2,482 euro al litro in autostrada, mentre sulla rete ordinaria salirebbe da 2,338 a 2,399 euro al litro, con un aumento giornaliero indicato dall’Unc del 2,61%.

I prezzi più elevati in alcune regioni

L’Unione Nazionale Consumatori evidenzia inoltre che la soglia dei 2,4 euro al litro sulla rete ordinaria verrebbe superata in numerose regioni italiane.

Secondo le stime riportate dall’associazione, Bolzano raggiungerebbe 2,447 euro al litro, seguita dal Friuli Venezia Giulia con 2,421 euro e dalla Sicilia con 2,420 euro.

Nella graduatoria dei prezzi più elevati seguirebbero Calabria, Sardegna, Valle d’Aosta, Basilicata e Trentino. Tra le regioni con i valori più alti figurerebbero inoltre Liguria e Toscana, entrambe a 2,403 euro al litro.

L’Unc richiama infine l’attenzione sulle possibili conseguenze dell’aumento dei carburanti sull’inflazione, sostenendo che il maggiore costo per gli automobilisti potrebbe riflettersi anche sul resto dell’economia. Fonte: Ansa

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