Pubblicato il 6 Febbraio 2025
Li avrebbe attesi nel parcheggio del campo da calcio al termine della partita, rincorrendoli in macchina insieme al fratello e intimidendoli con una pistola a salve, dalla quale avrebbe esploso tre colpi prima di fuggire.
E’ questo il racconto di un gruppo di tifosi del Crevalcore, formazione bolognese di Seconda categoria, che domenica erano arrivati a Carpi al campo sportivo “Marri” di Santa Croce per assistere alla gara fra i padroni di casa della Cabassi Union Carpi e del Crevalcore, vinta 1-0 dai bolognesi.
L’autore del gesto sarebbe M. U., 26enne calciatore della squadra di casa, originario di Napoli ma residente a Rolo. I tre tifosi presenti (mentre il quarto passeggero dell’auto era un bambino di 9 anni) hanno sporto denuncia contro di lui, facendo intervenire la polizia sul posto.
L’episodio sarebbe stato preceduto da un evento sul campo: poco prima della conclusione del primo tempo, il calciatore della squadra di Carpi era stato espulso a seguito di un acceso confronto con i tifosi ospiti, un folto gruppo di ultras muniti di bandiere e tamburi.
A fine gara, dopo essersi fatto la doccia, sempre secondo il racconto dei tifosi bolognesi, il 26enne sarebbe salito sulla sua auto nel parcheggio del campo assieme al fratello, alzando al cielo la pistola e urlando qualcosa verso i tifosi avversari, prima di rincorrere l’auto di alcuni di loro che si stava dirigendo verso casa.
A quel punto, li avrebbe raggiunti nei pressi del semaforo che conduce al vicino casello autostradale, esplodendo tre colpi in aria. Impauriti, i tifosi sono tornati al campo, dove si trovavano ancora alcuni amici, e da lì hanno allertato le forze dell’ordine. Grazie a una perquisizione, la pistola è stata rinvenuta nell’abitazione del giovane, che è stato denunciato insieme al fratello per minaccia aggravata in concorso.
“Io ero già andato a casa – spiega Paolo Rossi, direttore generale della Cabassi – perché dopo una piccola scaramuccia al fischio finale la situazione era tranquilla, non mi sono accorto di nulla perché a fine gara ero dietro agli spogliatoi per sistemare le maglie e chiudere l’impianto. Poi a casa sono stato contattato e sono tornato al campo dove ho dato la mia testimonianza alla polizia. Attendiamo le indagini, ma se dovessero essere accertate le responsabilità del nostro giocatore di sicuro faremo la nostra parte. Durante la gara era stato offeso pesantemente per tutto il match dai tifosi avversari, ma questo non potrebbe minimamente giustificare un atto del genere”.
Al campo non era presente Matteo Reda, presidente della Cabassi.
“Ero a Parigi, è l’unica gara dell’anno che ho saltato – spiega – e sono rimasto di sasso quando mi hanno telefonato, anche perché si tratta di un ragazzo esemplare, con noi dalla scorsa estate, che in altre occasioni in cui in campo c’erano state situazioni accese era sempre stato il primo a placare gli animi.
Come società – ha fatto sapere – attendiamo le indagini, ma se fosse confermato questo comportamento non saremo clementi, le provocazioni non possono giustificare un atto del genere con una pistola, è un gesto che condanniamo fortemente e abbiamo già chiesto scusa, sia telefonicamente che via mail, al Crevalcore e ai loro tifosi”.

