Pubblicato il 16 Settembre 2022
“Eravamo amici da una vita e lui mi ha rubato 400mila euro in contanti. Mi sono tolto un peso”.
Ha confessato questa mattina al gip Elisa Mombelli durante l’interrogatorio di garanzia, Domenico Gottardelli.
Il 78enne bergamasco di Covo ha ucciso mercoledì scorso con una fucilata al petto Fausto Gozzini, anche lui bergamasco, titolare della ditta Classe A Energy a Casale Cremasco.
L’omicidio è avvenuto all’interno dell’azienda rilevata tre anni fa dalla vittima, che aveva deciso di investire nella “produzione, la vendita, la fornitura e l’installazione di sistemi ad energia rinnovabili, eolico, idroelettrico, pannelli solari, di apparecchiature e macchinari di biomassa e fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e termica la costruzione, l’ideazione, l’installazione, la manutenzione e la gestione, sia per conto proprio che in appalto da terzi, di impianti di produzione, stoccaggio, trasporto ed installazione di energia elettrica all interno di edifici civili ed industriali. L’esecuzione sia per conto proprio, sia da privati sia da enti, sia in Italia sia all’estero, sia direttamente, sia in assunzione di appalto, sia con conferimento di appalto, di: costruzione, demolizione, ricostruzione e manutenzione di edifici civili, industriali, commerciali, alberghieri ed agricoli lavori di movimento terra con eventuali opere connesse di muratura e cemento armato opere di urbanizzazione e di lottizzazione di terreni lavori di restauro di edifici monumentali e non”, si legge sul sito della srl.
“Il mio cliente si rende perfettamente conto di quello che ha fatto – ha spiegato il suo l’avvocato, Santo Maugeri – ma è tranquillo perché mi ha spiegato che è come si fosse finalmente liberato di un macigno”.

La sua Citroen 2 Cavalli è conosciutissima a Covo. Domenico Gottardelli, aveva acquistato quella vettura nel 2008 dopo aver subito un trapianto di fegato (così ha sempre raccontato) e voleva far sapere a tutti dell’utilità dei trapianti. Sulla fiancata della vettura aveva messo però anche la sua faccia. Proprio con quell’auto ieri si è recato a Casale Cremasco per uccidere Gozzini. In paese però raccontano che di Citroen 2 Cavalli ne aveva avuta anche un’altra .

“Tutta azzurra – dice un commerciante – e con uno di quei Babbo Natale che si attaccano ai balconi fissato sul lunotto, poi però i vigili glielo avevano fatto togliere”. Un tocco di originalità che pare sia una nota del carattere del 78enne descritto però come lucidissimo e in gamba.
Lo confermano nella corte dove l’anziano vive. L’indirizzo porta in via Nozza 10 a un edificio verde con una facciata mal messa e pesanti inferriate alla porta d’ingresso. L’accesso vero è in via Trieste e la palazzina è inserita in quella che doveva essere una cascina. La parte del 78 enne è piena di vasi con piante rigogliose ed è ben curata, la porta delle scale è aperta.
“Alle piante pensava Domenico – racconta una vicina – Si dava sempre da fare. Vedeva una parte del piazzale sconnesso e lo rifaceva con dei ciottoli. Non è che desse molta confidenza. Salutava e scambiava qualche convenevole. Si sapeva che era benestante. Poi è estroso. E non solo per l’auto. Il suo capo di vestiario preferito sono le camicie a fiori”.

