Pubblicato il 21 Luglio 2026
Balzanelli: la contenzione a faccia in giù è una pratica pericolosa e da evitare
Secondo Mario Balzanelli, presidente della Società Italiana Sistema 118, la presenza immediata di un medico durante l’intervento avrebbe potuto cambiare l’esito della vicenda che ha coinvolto Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto a Bologna durante un’operazione di polizia.
Balzanelli spiega che, di fronte a un grave stato di agitazione psicomotoria, un medico del 118 avrebbe avuto la possibilità di intervenire con una sedazione farmacologica, proteggendo sia il paziente sia gli operatori presenti e riducendo il rischio di conseguenze fatali.
L’esperto ha inoltre criticato la tecnica di contenimento adottata, definendola inappropriata e potenzialmente letale. In particolare, ha sottolineato che mantenere una persona in posizione prona, con il volto e il torace compressi contro il terreno, può compromettere la respirazione e limitare l’espansione dei polmoni, aumentando il rischio di eventi drammatici.
L’inchiesta della Procura si concentra anche sulle procedure del 118
Nel frattempo la Procura di Bologna prosegue gli accertamenti per chiarire ogni aspetto della vicenda. Tra le attività investigative rientra anche l’acquisizione delle linee guida del Ministero dell’Interno relative alle tecniche di contenimento utilizzate dalle forze dell’ordine in situazioni analoghe.
Gli investigatori analizzeranno inoltre il funzionamento della catena dei soccorsi, verificando le modalità con cui è stato gestito l’intervento del 118. Uno dei punti da chiarire riguarda la decisione di inviare sul posto un’ambulanza con quattro volontari della Croce Rossa ma senza un medico a bordo.
Video e ricostruzione dei fatti al centro delle indagini
Oltre ai filmati già diffusi nei giorni scorsi, gli inquirenti hanno acquisito nuovi video registrati da residenti della zona, insieme alle immagini delle telecamere di videosorveglianza e ai filmati della bodycam indossata da uno degli agenti intervenuti.
Dalle prime ricostruzioni emerge che Abderrahim Fakir sarebbe rimasto nell’area dell’intervento per oltre 50 minuti, dal primo allarme lanciato al 112 alle 11:59 fino al decesso, avvenuto alle 12:53 di domenica 19 luglio. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire nel dettaglio anche gli spostamenti e quanto accaduto prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Due pubblici ministeri coordinano l’indagine
L’inchiesta è affidata al pubblico ministero Domenico Ambrosino, affiancato dalla collega Francesca Arienti, che coordina gli accertamenti della Squadra Mobile insieme al procuratore Paolo Guido. L’obiettivo è ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e verificare eventuali responsabilità lungo tutta la gestione dell’intervento.

