Pubblicato il 16 Luglio 2026
La condanna nei confronti di Mario Roggero, il gioielliere piemontese coinvolto nel caso della rapina sfociata nella morte di due banditi, è diventata definitiva. La Corte di Cassazione ha confermato la pena di 14 anni e 9 mesi di reclusione, respingendo il ricorso presentato dalla difesa.
Il commerciante, oggi 72enne, era stato condannato in appello nel dicembre 2025, quando i giudici avevano ridotto la pena rispetto ai 17 anni inflitti in primo grado dal Tribunale di Asti.
La vicenda della rapina del 2021
I fatti risalgono al 28 aprile 2021, quando tre uomini fecero irruzione nella gioielleria di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo.
Dopo il tentativo di rapina, Mario Roggero inseguì i malviventi all’esterno del negozio, aprendo il fuoco contro la loro auto. Nell’episodio morirono Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, mentre Alessandro Modica rimase ferito e fu successivamente arrestato.
Con la decisione della Cassazione, oltre alla condanna penale, diventano definitivi anche gli obblighi di risarcimento nei confronti dei familiari delle vittime.
Il video pubblicato dopo la sentenza
Poco dopo la pronuncia della Suprema Corte, Roggero ha diffuso un video sul proprio profilo Instagram, annunciando l’intenzione di costituirsi immediatamente.
Nel messaggio ha definito la condanna “un ergastolo” per la sua età e ha ringraziato le numerose persone che lo hanno sostenuto nel corso del processo.
Rivolgendosi ai suoi oltre 100 mila follower, ha inoltre chiesto di proseguire la battaglia per una riforma legislativa che, a suo giudizio, possa garantire una maggiore tutela a chi reagisce a episodi criminali.
I risarcimenti ai familiari delle vittime
La sentenza conferma anche il pagamento delle provvisionali, immediatamente esecutive.
Complessivamente, Mario Roggero dovrà versare 780 mila euro ai familiari dei due rapinatori uccisi. Secondo quanto emerso, l’orefice ha già corrisposto circa 300 mila euro, ricavati dalla vendita di alcuni immobili.
Nel frattempo il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che punta a eliminare l’obbligo di risarcimento per chi viene condannato per eccesso di legittima difesa. Tuttavia, la norma non potrà essere applicata al caso Roggero, poiché il principio della non retroattività impedisce di modificare gli effetti di una sentenza ormai definitiva.
Perché è stata esclusa la legittima difesa
La Cassazione ha confermato quanto già stabilito nei precedenti gradi di giudizio, respingendo la tesi della legittima difesa putativa sostenuta dalla difesa del gioielliere.
Secondo la ricostruzione accolta dai giudici, la rapina era già terminata quando Roggero inseguì i tre uomini nel parcheggio, esplodendo diversi colpi di pistola contro il veicolo in fuga.
Nelle motivazioni della sentenza d’appello era stato evidenziato che “l’azione aggressiva da parte dei rapinatori era totalmente conclusa”, motivo per cui non sono stati riconosciuti i presupposti della legittima difesa.
I legali: “Delusi dalla decisione”
Gli avvocati del gioielliere hanno espresso forte amarezza dopo il verdetto della Cassazione.
Secondo i difensori, il ricorso presentava argomentazioni solide e lasciava sperare in un esito diverso. Ora l’attenzione è rivolta alle motivazioni della sentenza, che saranno analizzate per valutare eventuali ulteriori iniziative.
Tra le ipotesi al vaglio c’è anche un possibile ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, qualora emergano elementi ritenuti rilevanti sotto il profilo della tutela dei diritti fondamentali.
Salvini chiede la grazia al Presidente della Repubblica
Dopo la decisione della Cassazione, il vicepremier Matteo Salvini ha lanciato un appello pubblico al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo la concessione della grazia per Mario Roggero.
In un video pubblicato sui social, Salvini ha definito il gioielliere “un uomo onesto”, sostenendo che non meriti il carcere a 72 anni dopo aver reagito a una rapina avvenuta nel proprio negozio, dove erano presenti anche la moglie e la figlia.
Il leader della Lega ha inoltre ribadito la necessità di rafforzare ulteriormente la normativa sulla legittima difesa, affermando che la legislazione attuale non sarebbe ancora sufficiente a tutelare pienamente chi subisce un’aggressione.

