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Caso Mario Roggero, riaffiora un episodio del 2005: minacce con una pistola e una condanna poi convertita in multa

Pubblicato il 18 Luglio 2026

Tornano d’attualità i precedenti del gioielliere

Mentre Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni condannato a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori avvenuta il 28 aprile 2021, ha trascorso la sua prima notte in carcere, emerge nuovamente un episodio risalente al 2005 che riguarda il suo passato giudiziario.

La vicenda, richiamata in questi giorni nel dibattito pubblico e riportata nella sentenza di primo grado relativa al processo per la sparatoria del 2021, fa riferimento a un procedimento definito dal Tribunale di Alba il 10 dicembre 2007. In quell’occasione Roggero patteggiò una condanna a due mesi di reclusione per minacce aggravate dall’uso di un’arma, pena successivamente sostituita con una multa di 2.280 euro.

La lite tra la figlia e il fidanzato all’origine della vicenda

Secondo quanto ricostruito negli atti processuali, tutto ebbe origine la sera del 17 dicembre 2005, quando la figlia di Roggero avrebbe telefonato al padre chiedendo aiuto dopo essere stata lasciata in strada dal fidanzato al termine di un violento litigio.

Nel corso del procedimento, il giovane confermò che tra i due era scoppiata una discussione e ammise di aver colpito la ragazza con alcuni schiaffi.

Il confronto davanti all’abitazione del giovane

Dopo l’episodio, il ragazzo fece ritorno a casa. Poco dopo, secondo quanto riportato nella sentenza, Roggero si presentò alla sua abitazione invitandolo a scendere.

Stando alla ricostruzione contenuta negli atti, il gioielliere avrebbe insultato il giovane e lo avrebbe colpito con alcuni pugni al volto, dando così origine a un acceso confronto.

L’arrivo dei genitori e le minacce con l’arma

Successivamente arrivarono sul posto i genitori del ragazzo, allertati dal figlio dopo l’aggressione. Secondo le testimonianze riportate nella sentenza, i due tentarono di chiudere l’accesso tra l’ingresso dell’abitazione e il cortile, mentre la situazione diventava sempre più tesa.

In quel momento, sempre secondo la ricostruzione dei giudici, Roggero avrebbe estratto una pistola dalla tasca puntandola verso il gruppo, all’altezza della persona. Durante la colluttazione che seguì, il gioielliere venne colpito con un pugno al volto.

La conclusione della vicenda giudiziaria

L’episodio si concluse con denunce reciproche tra le persone coinvolte. Per l’accusa di minacce aggravate dall’uso di un’arma, Roggero decise di patteggiare, ottenendo una condanna a due mesi di reclusione, successivamente convertita in una sanzione pecuniaria di 2.280 euro.

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