« Torna indietro

Caso Minetti, tensioni tra Quirinale e Governo: chiesti chiarimenti sulla grazia

Pubblicato il 28 Aprile 2026

Nuove frizioni istituzionali

Non si placano le tensioni tra Quirinale e Palazzo Chigi. Dopo le polemiche sul decreto Sicurezza, emerge ora il caso legato alla grazia concessa a Nicole Minetti.

Alcune ricostruzioni giornalistiche hanno sollevato dubbi sugli elementi alla base del provvedimento, spingendo il Quirinale a richiedere verifiche urgenti al ministero della Giustizia. Da via Arenula è arrivata una prima risposta, ma la vicenda resta aperta.

La grazia a Minetti e i dubbi sollevati

Nicole Minetti, ex consigliera regionale lombarda, era stata condannata in via definitiva e ha ottenuto la grazia per motivi umanitari legati alla sua nuova situazione familiare.

Secondo quanto emerso, però, ci sarebbero perplessità sulla veridicità di alcune informazioni contenute nella richiesta di clemenza, circostanza che ha portato il Quirinale a chiedere chiarimenti ufficiali.

La replica di Minetti

La diretta interessata ha respinto con decisione ogni accusa, definendo le notizie diffuse “prive di fondamento e lesive della reputazione personale e familiare”.

Minetti ha annunciato di aver dato mandato ai propri legali per avviare azioni legali contro chi ha diffuso informazioni ritenute false e diffamatorie, chiedendo al tempo stesso che venga fatta piena luce sulla vicenda.

Il silenzio del Governo e il ruolo di Nordio

Da Palazzo Chigi, al momento, nessuna presa di posizione ufficiale. La linea sembra essere quella dell’attesa, in attesa di ulteriori sviluppi.

Nel frattempo, cresce la pressione sul ministro della Giustizia Carlo Nordio, già indebolito da recenti polemiche, anche perché il suo dicastero ha avuto un ruolo nel procedimento che ha portato alla concessione della grazia.

Scontro politico e richieste di dimissioni

Le opposizioni sono passate all’attacco, chiedendo le dimissioni del ministro Nordio e accusando il governo di scarsa trasparenza.

Dal canto suo, il Guardasigilli ha respinto le critiche, richiamando le norme che regolano la concessione della grazia. Più duro l’intervento di altri esponenti politici, che hanno esteso le responsabilità fino ai vertici dell’esecutivo.

Indagini e accertamenti in corso

Il ministero della Giustizia ha precisato che nel fascicolo non risultano gli elementi negativi citati nelle recenti ricostruzioni giornalistiche, ma gli approfondimenti proseguono.

La Procura generale di Milano ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione per ulteriori verifiche, che saranno svolte anche all’estero.

L’obiettivo è chiarire definitivamente la correttezza della procedura e accertare la veridicità delle informazioni presentate per ottenere la grazia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *