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Caso Nessy Guerra, la donna italiana portata in una stazione di polizia al Cairo: il Governo segue la vicenda

Pubblicato il 1 Luglio 2026

Intervento della polizia egiziana nella notte

Nuovi sviluppi nel caso di Nessy Guerra, la cittadina italiana bloccata in Egitto insieme alla figlia a causa di una complessa vicenda giudiziaria che la contrappone all’ex marito egiziano.

Nella notte, la polizia egiziana si è presentata presso l’abitazione della donna e l’ha accompagnata in una stazione di polizia, dove si trova attualmente assistita dall’ambasciatore italiano al Cairo, Agostino Palese, e dalla console italiana.

La vicenda sarebbe legata all’affidamento della bambina

Secondo le informazioni emerse, l’intervento delle autorità egiziane sarebbe collegato alla richiesta di un giudice locale di consentire al padre di incontrare la figlia.

L’ex marito è coinvolto nella lunga controversia sull’affidamento della minore e risulta, a sua volta, interessato da un altro procedimento giudiziario.

La situazione resta in continua evoluzione e viene seguita con particolare attenzione dalle autorità italiane.

Il Governo italiano monitora il caso

Secondo quanto appreso, il Governo italiano sta seguendo la vicenda ai massimi livelli istituzionali, mantenendo costanti contatti con le autorità egiziane.

Anche la Farnesina ha confermato che la disputa sull’affidamento della bambina rappresenta il nodo centrale della controversia tra i due ex coniugi.

Pressioni diplomatiche per garantire sicurezza a madre e figlia

In una nota, il Ministero degli Affari Esteri ha ricordato che l’ex marito è stato condannato in Italia per diversi reati e che recentemente era stato arrestato e successivamente rimesso in libertà su cauzione nell’ambito di un procedimento relativo alle presunte minacce rivolte al Console italiano a Hurghada.

Per questo motivo, l’Italia ha intensificato il dialogo con le autorità egiziane, chiedendo la massima tutela per la connazionale e per la bambina.

L’obiettivo del Governo è garantire la sicurezza di entrambe ed evitare che possano verificarsi nuovi episodi di intimidazione, minacce o violenze durante il prosieguo della delicata vicenda giudiziaria.

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