Pubblicato il 23 Aprile 2026
Indagini sui dati degli ultimi mesi
Proseguono le indagini sulla morte di Antonella e Sara Di Vita, decedute a Pietracatella, in provincia di Campobasso, a causa di avvelenamento da ricina avvenuto pochi giorni dopo Natale. La Procura ha disposto nuovi accertamenti sul cellulare di Alice Di Vita, figlia e sorella delle vittime.
Le verifiche si concentreranno sui dati raccolti negli ultimi cinque mesi, da dicembre ad aprile, con particolare attenzione alle chat tra la giovane, i genitori e la sorella Sara.
Due filoni d’inchiesta
L’analisi del telefono rientra nel quadro investigativo già aperto, che comprende due distinti procedimenti. Da un lato c’è il fascicolo per duplice omicidio per avvelenamento, al momento contro ignoti, dall’altro un’indagine per omicidio colposo che coinvolge cinque medici.
Proprio nell’ambito di quest’ultimo filone, i magistrati di Larino hanno deciso di approfondire le comunicazioni della giovane, per verificare eventuali responsabilità sanitarie e ricostruire le ultime ore prima dei decessi.
Chat, appunti e movimenti sotto esame
Gli investigatori stanno esaminando non solo i messaggi con i familiari, ma anche le conversazioni con amici e conoscenti. Un elemento ritenuto particolarmente rilevante riguarda le note presenti sul telefono, dove sarebbero stati annotati i pasti consumati dalla famiglia tra il 22 e il 25 dicembre.
Inoltre, saranno acquisiti la cronologia delle ricerche internet e i dati relativi alla posizione del dispositivo, per ricostruire con precisione i movimenti e le attività nei giorni cruciali. L’accertamento tecnico, definito irripetibile, è stato fissato per il 28 aprile e i risultati sono attesi entro circa 60 giorni, salvo eventuali proroghe.
La posizione della giovane
Secondo il legale del padre, Vittorino Facciolla, Alice Di Vita ha consegnato spontaneamente il proprio telefono agli inquirenti. L’avvocato ha precisato che la giovane è parte offesa nell’inchiesta sui medici e che, durante il ricovero della madre e della sorella, svolgeva un ruolo di collegamento tra familiari e personale sanitario.
Proprio per questo motivo, gli investigatori intendono acquisire ogni informazione utile per chiarire completamente la vicenda.

