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Caso Roggero, scontro nella maggioranza sulla legittima difesa: Forza Italia boccia la proposta della Lega

Pubblicato il 20 Luglio 2026

Il caso riapre il confronto su giustizia e sicurezza

Il dibattito politico su giustizia e sicurezza torna ad accendersi dopo il caso che ha coinvolto il gioielliere Mario Roggero. Se da un lato la Lega rilancia una modifica alla normativa sulla legittima difesa, dall’altro emergono profonde divergenze all’interno della stessa maggioranza di governo, con Forza Italia che prende nettamente le distanze dalla proposta del Carroccio.

La proposta della Lega: più tutele per chi reagisce a un’aggressione

La Lega, su iniziativa del senatore Claudio Borghi, ha annunciato il deposito di un disegno di legge che punta a modificare l’articolo 52 del Codice penale.

L’obiettivo è introdurre la non punibilità di qualsiasi reazione avvenuta nell’immediatezza di un’aggressione armata all’interno di un’abitazione o di un’attività commerciale, senza tenere conto della proporzionalità della risposta, della persistenza del pericolo o della natura strettamente difensiva della condotta.

Secondo i promotori, una simile modifica amplierebbe le tutele per chi reagisce a un’aggressione, arrivando a comprendere anche situazioni che oggi non rientrano nei limiti previsti dalla normativa vigente, come il caso di Mario Roggero, condannato per aver inseguito e sparato ai rapinatori fuori dalla sua gioielleria.

Forza Italia dice no: “La legge non va cambiata”

La proposta della Lega ha suscitato la dura reazione delle opposizioni, ma le critiche sono arrivate anche da un alleato di governo.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiarito la posizione di Forza Italia, spiegando che il partito non intende mettere in discussione la sentenza pronunciata dalla magistratura.

Secondo Tajani, Roggero ha superato i limiti della legittima difesa e ha commesso un reato, motivo per cui non ritiene opportuno modificare la normativa. Al tempo stesso, Forza Italia si dice favorevole a un atto di clemenza, sostenendo la possibilità di concedere la grazia, provvedimento che resta di competenza del Presidente della Repubblica.

Il leader azzurro ha inoltre escluso che il partito voglia inseguire altre forze politiche su posizioni più radicali, ribadendo che le scelte vengono prese sulla base della propria linea politica.

Sisto: “Così si rischia di stravolgere il diritto penale”

Ancora più netta la posizione del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che ha definito la proposta leghista “inaccettabile”, sostenendo che rischierebbe di alterare i principi fondamentali del diritto penale.

Pur confermando il sostegno di Forza Italia alla richiesta di grazia per Roggero, Sisto ha precisato che un provvedimento di clemenza non può trasformarsi in uno strumento per cancellare gli effetti delle sentenze definitive.

Il viceministro ha inoltre criticato il metodo seguito dalla Lega, osservando che una riforma di tale portata non dovrebbe nascere sull’onda dell’emotività suscitata da un singolo caso, ma attraverso un confronto approfondito sia sul piano giuridico sia all’interno della coalizione di governo.

Una maggioranza divisa sulla riforma

La proposta della Lega evidenzia quindi una nuova frattura nella maggioranza sul tema della legittima difesa. Mentre il Carroccio punta ad ampliare in modo significativo le tutele per chi reagisce a un’aggressione, Forza Italia ritiene che l’attuale impianto normativo non debba essere modificato, preferendo distinguere il piano della responsabilità penale da quello di un eventuale provvedimento di grazia nei confronti di Mario Roggero.

Il confronto politico è destinato a proseguire nelle prossime settimane, con il tema della sicurezza che si conferma uno dei più divisivi nel panorama politico italiano.

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