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Cassazione, respinto ricorso della Procura di Caltanissetta sulla strage di via D’Amelio: la Procura dovrà proseguire le indagini

Pubblicato il 23 Aprile 2026

Nuove indagini confermate, inclusa la “pista nera”

La Corte di Cassazione ha stabilito l’inammissibilità del ricorso presentato dalla Procura di Caltanissetta, che contestava l’ordinanza emessa dal Gip Graziella Luparello il 19 dicembre scorso. Tale ordinanza disponeva la prosecuzione delle indagini nell’ambito dell’inchiesta sui possibili mandanti esterni della strage di via D’Amelio.

La decisione è stata presa dalla quinta sezione penale della Suprema Corte, in linea con quanto sostenuto dal procuratore generale.

Il contesto dell’indagine

Il provvedimento oggetto del ricorso riguarda un procedimento contro ignoti relativo alla strage del 19 luglio 1992. In precedenza, il Gip aveva respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, imponendo ulteriori approfondimenti investigativi su diversi aspetti, tra cui i possibili collegamenti esterni a Cosa Nostra.

Focus sulla “pista nera”

Tra i filoni indicati dal giudice emerge anche la cosiddetta “pista nera”, ovvero l’ipotesi di un coinvolgimento di ambienti legati all’eversione di destra. Secondo il Gip, questa ipotesi non può essere esclusa a priori e richiede ulteriori verifiche.

Le obiezioni della Procura

La Procura di Caltanissetta aveva definito l’ordinanza del Gip come “abnorme”, sostenendo che potesse causare una paralisi del procedimento. In particolare, veniva contestata la necessità di svolgere indagini su aspetti già trattati in altri fascicoli. Inoltre, nella richiesta di archiviazione, la stessa Procura aveva ritenuto la “pista nera” già esaminata senza risultati rilevanti.

Il parere della Cassazione

Di diverso avviso il procuratore generale, che ha ritenuto il ricorso inammissibile, evidenziando come il Gip abbia operato nel pieno rispetto delle proprie competenze previste dalla legge.

Le conseguenze della decisione

L’inchiesta, avviata nel 2017, ha l’obiettivo di chiarire l’eventuale coinvolgimento di soggetti esterni all’organizzazione mafiosa nella pianificazione e realizzazione della strage.

Con la pronuncia della Cassazione, diventa definitiva la decisione del Gip: la Procura dovrà proseguire le indagini, includendo anche gli approfondimenti sulla “pista nera”.

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