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Catania, aggressione a un agente della Polizia locale e a un operatore Amts durante un intervento

Pubblicato il 30 Luglio 2026

Due lavoratori feriti mentre svolgevano il servizio in via San Giuliano

Un episodio di violenza si è verificato nel tardo pomeriggio di ieri in via San Giuliano a Catania, dove un agente della Polizia locale e un operatore del servizio rimozione Amts sono stati aggrediti mentre erano impegnati nelle loro attività lavorative.

Entrambi gli operatori sono stati costretti a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso, dove sono stati medicati per ferite giudicate di lieve entità.

I sindacati: “Servono misure immediate per proteggere i lavoratori”

Sulla vicenda sono intervenute le organizzazioni sindacali FILT CGIL, FIT CISL, FAISA CISAL e UIL Trasporti, che hanno espresso forte preoccupazione per l’ennesimo episodio ai danni di personale impegnato nei servizi pubblici.

Secondo i rappresentanti sindacali, le continue aggressioni mettono seriamente a rischio l’incolumità degli operatori che svolgono attività di controllo e rimozione dei veicoli.

“Non possiamo più accettare che chi lavora al servizio della collettività diventi bersaglio di episodi di violenza sempre più frequenti”, hanno dichiarato i segretari provinciali delle sigle coinvolte.

La richiesta al Comune: più sicurezza per il personale Amts

I sindacati chiedono all’amministrazione comunale di intervenire rapidamente con misure concrete per garantire condizioni di sicurezza adeguate ai lavoratori.

Nel caso in cui non venissero assicurate le necessarie tutele, le organizzazioni annunciano la possibilità di chiedere la sospensione del servizio di applicazione delle ganasce fino al ripristino delle condizioni minime di sicurezza.

L’appello contro le accuse agli operatori

Le sigle sindacali hanno inoltre invitato a evitare polemiche e strumentalizzazioni nei confronti degli addetti ai servizi.

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, gli operatori si limitano ad applicare le norme previste nello svolgimento delle proprie mansioni e non devono essere ritenuti responsabili delle reazioni violente di chi contesta i provvedimenti.

“La sicurezza dei lavoratori deve diventare una priorità assoluta e non può più essere rimandata”, hanno concluso i sindacati.

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