Pubblicato il 8 Maggio 2026
Un terreno un tempo legato agli interessi della criminalità organizzata si è trasformato in un simbolo concreto di riscatto sociale e partecipazione collettiva. Nell’agrumeto confiscato alla mafia e affidato alla Cooperativa Sociale “Beppe Montana – Libera Terra”, in contrada Jungetto lungo la Strada Statale 192, si è svolta una giornata dedicata alla solidarietà, alla legalità e all’impegno civile.
L’iniziativa è stata promossa dall’Assessorato comunale ai Beni Confiscati alla Criminalità Organizzata, guidato da Viviana Lombardo, insieme alla cooperativa che gestisce il fondo agricolo. L’evento ha rappresentato un forte messaggio di rinascita: un bene sottratto alla mafia restituito alla comunità e trasformato in occasione di crescita sociale.
Bambini protagonisti della raccolta delle arance
Tra i momenti più significativi della giornata, la partecipazione di oltre cento alunni delle scuole elementari, coinvolti nella raccolta delle arance all’interno del vasto agrumeto confiscato. I bambini hanno vissuto un’esperienza educativa importante, entrando in contatto diretto con i valori della legalità, della condivisione e del rispetto del territorio.
Le cassette riempite durante la raccolta sono state destinate all’Help Center della Caritas Diocesana di Catania, che provvederà alla distribuzione degli agrumi alle famiglie in difficoltà attraverso le parrocchie e le associazioni caritative del territorio.
Sugli agrumi sono stati applicati adesivi con i loghi del Comune di Catania e della Cooperativa, simbolo di una filiera costruita nel segno della solidarietà e del riutilizzo sociale dei beni confiscati.
Le spremute preparate dagli studenti dell’Alberghiero
A rendere ancora più partecipata l’atmosfera della manifestazione sono stati gli studenti dell’Istituto Alberghiero “Karol Wojtyla” di Catania, che hanno accolto ospiti e partecipanti offrendo spremute realizzate con le arance raccolte durante la giornata.
L’agrumeto, esteso per circa cinque ettari nella piana di Catania, produce ogni anno oltre venti tonnellate di agrumi di alta qualità, dimostrando come un bene confiscato possa diventare una risorsa produttiva e utile per il territorio.
Un momento di riflessione sul valore della legalità
Prima dell’inizio della raccolta, istituzioni, studenti e associazioni hanno preso parte a un momento di confronto dedicato al significato del riutilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia.
Al centro dell’incontro il messaggio rivolto soprattutto ai giovani: trasformare luoghi segnati dalla criminalità in spazi di speranza e partecipazione è possibile. Un invito a costruire una cultura fondata sul rispetto delle regole, delle istituzioni e della giustizia sociale.
Le autorità presenti all’iniziativa
Alla giornata hanno partecipato numerose autorità civili e istituzionali, tra cui il sindaco di Catania Enrico Trantino, l’assessora Viviana Lombardo, il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi, il prefetto Pietro Signoriello, il questore Fabio Bellassai, il presidente del Tribunale di Catania Mariano Sciacca e il presidente del Tribunale per i Minorenni Roberto Di Bella.
Presenti anche rappresentanti della Caritas Diocesana, del mondo della scuola, delle associazioni e del volontariato cittadino.
Il sindaco Trantino: “Da questi luoghi può nascere sviluppo sano”
Il sindaco Enrico Trantino, che ha preso parte personalmente alla raccolta insieme agli studenti, ha evidenziato il valore educativo dell’iniziativa, sottolineando come il coinvolgimento dei giovani sia fondamentale per trasmettere l’idea che da luoghi un tempo controllati dalla criminalità possano nascere economia pulita, lavoro e speranza.
Il primo cittadino ha inoltre ricordato che la cooperativa porta il nome di Beppe Montana, funzionario di polizia ucciso dalla mafia negli anni Ottanta, definendo il progetto un esempio concreto della volontà di riscatto della città di Catania.
Viviana Lombardo: “I beni confiscati devono tornare ai cittadini”
L’assessora Viviana Lombardo ha definito la giornata un esempio concreto di come i beni confiscati possano diventare una risorsa per l’intera collettività.
Secondo Lombardo, coinvolgere scuole, associazioni e cittadini in attività solidali significa affermare con forza i valori della legalità e della giustizia sociale, restituendo alla comunità ciò che la mafia aveva sottratto.
Alfio Curcio: “Abbiamo raccolto molto più che arance”
Particolarmente intenso anche l’intervento di Alfio Curcio, presidente della Cooperativa Beppe Montana Libera Terra, che ha parlato di una giornata capace di generare speranza oltre il semplice gesto simbolico della raccolta.
Curcio ha sottolineato come vedere tanti giovani impegnati insieme su un bene confiscato dimostri concretamente che il riscatto del territorio è possibile. Ha inoltre ringraziato le istituzioni, le scuole e il terzo settore per la collaborazione costruita attorno al progetto, evidenziando come la presenza delle autorità rappresenti un segnale importante per le nuove generazioni.




