Pubblicato il 14 Marzo 2026
Intervento delle pattuglie del Nucleo Radiomobile
Le pattuglie dei Carabinieri, impegnate nel controllo costante del territorio 24 ore su 24 e sette giorni su sette, continuano a garantire un presidio continuo della città. Proprio durante uno di questi servizi, i militari del Nucleo Radiomobile di Catania sono intervenuti arrestando un uomo di 34 anni, catanese, gravemente indiziato del reato di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna. Resta in ogni caso valida la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
La richiesta di aiuto e l’arrivo dei militari
L’episodio si è verificato nel tardo pomeriggio, quando alla Centrale Operativa è arrivata una segnalazione di forte tensione e una richiesta di aiuto. In pochi minuti una pattuglia ha raggiunto il luogo indicato.
I Carabinieri hanno innanzitutto messo in sicurezza la vittima, una donna di 36 anni, verificando che non necessitasse di cure mediche urgenti. Successivamente hanno raccolto la sua testimonianza per ricostruire quanto accaduto.
L’aggressione durante l’incontro per il figlio
La donna ha raccontato che l’incontro con l’ex compagno era avvenuto per riprendere il figlio di appena due anni, che aveva trascorso il pomeriggio con il padre.
Durante il confronto, secondo quanto riferito, l’uomo l’avrebbe afferrata per il collo e colpita con un violento calcio alla schiena. Solo l’intervento di un passante avrebbe impedito che la situazione degenerasse ulteriormente.
Minacce, messaggi e appostamenti
Rassicurata dalla presenza dei militari, la donna ha spiegato che gli episodi di minacce e offese si sarebbero ripetuti nel tempo, anche attraverso messaggi telefonici. Ha inoltre denunciato appostamenti nei pressi del luogo di lavoro.
In un’occasione, ha raccontato, l’uomo l’avrebbe aspettata con una tasca piena di pietre, minacciando di “romperle la testa” se non gli avesse restituito una cassettiera rimasta nell’abitazione condivisa.
Gli accertamenti e le prove raccolte
Le verifiche effettuate dai Carabinieri e l’acquisizione di file audio contenenti le minacce hanno permesso di raccogliere gravi indizi a carico dell’uomo, ritenuto responsabile di comportamenti insistenti e persecutori.
Si tratta di condotte che rientrano nel reato previsto dall’articolo 612 bis del codice penale, noto come stalking, che si configura quando minacce o molestie reiterate provocano nella vittima un grave e persistente stato di ansia o timore, costringendola anche a modificare le proprie abitudini di vita.
Arresto e misura cautelare
Alla luce della situazione e della necessità di interrompere immediatamente la presunta condotta persecutoria, i militari del Nucleo Radiomobile hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato del 34enne.
L’uomo è stato quindi messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria, che ha disposto l’applicazione del braccialetto elettronico e il divieto di avvicinamento alla vittima.

