Pubblicato il 30 Maggio 2026
Indagini della Digos dopo i disordini allo stadio Massimino
La Polizia di Stato di Catania ha arrestato, in regime di flagranza differita, due giovani ultras di 21 e 24 anni ritenuti responsabili del lancio di bombe carta sul terreno di gioco durante la partita tra Catania e Ascoli, disputata allo stadio Angelo Massimino lo scorso 27 maggio.
L’attività investigativa, condotta dagli agenti della Digos della Questura etnea nelle ore immediatamente successive all’incontro, ha permesso di identificare i presunti autori di un episodio che ha creato gravi rischi per la sicurezza di giocatori, addetti ai lavori e spettatori.
Denunciati due tifosi trovati con fumogeni
Nello stesso contesto, la Digos ha denunciato due tifosi, rispettivamente di 34 e 24 anni, sorpresi durante i controlli ai varchi d’accesso dello stadio in possesso di fumogeni nascosti sotto gli indumenti.
Il materiale è stato scoperto dagli agenti del Reparto Mobile impegnati nelle attività di prefiltraggio prima dell’inizio dell’incontro.
Contestazione sugli spalti e partita sospesa
Gli episodi si sono verificati negli ultimi minuti di gara, quando dagli spalti è partita una dura contestazione nei confronti della squadra e della società. Durante la protesta, da diversi settori dello stadio, tra cui la Tribuna B e le curve, sono stati lanciati fumogeni, petardi e ordigni esplosivi all’interno del campo.
La situazione ha richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco presenti a bordo campo e ha spinto l’arbitro a sospendere temporaneamente la partita, in attesa che venissero ripristinate le necessarie condizioni di sicurezza.
Le telecamere incastrano i responsabili
Terminato l’incontro, la Polizia ha immediatamente avviato gli accertamenti attraverso l’analisi delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza dello stadio e dal Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica.
L’esame dettagliato dei filmati ha consentito agli investigatori della Digos di individuare i due ultras che avrebbero acceso e lanciato gli ordigni. Le immagini mostrerebbero un’azione compiuta con particolare decisione, tale da mettere seriamente a rischio l’incolumità delle persone presenti.
Bombe carta ad alto potenziale offensivo
A confermare la pericolosità del materiale utilizzato è stato il personale del Nucleo Artificieri della Questura di Catania. Al termine della gara sono stati recuperati, nei pressi della Tribuna B, due ordigni inesplosi del tipo bomba carta, descritti dagli specialisti come dispositivi a elevato rischio potenziale e con significativa capacità offensiva.
Nel corso delle successive perquisizioni domiciliari, nell’abitazione di uno degli indagati è stato inoltre rinvenuto e sequestrato un ulteriore ordigno dello stesso tipo.
Arresti e giudizio per direttissima
Alla luce degli elementi raccolti, i due giovani sono stati arrestati in applicazione delle disposizioni previste dagli articoli 6 bis e 6 ter della Legge 401/1989, che consentono l’arresto in flagranza differita entro 48 ore dagli eventi sportivi quando non è possibile intervenire immediatamente per ragioni di ordine pubblico.
L’Autorità Giudiziaria ha disposto per uno degli indagati gli arresti domiciliari, mentre per l’altro è stata prevista la permanenza nelle camere di sicurezza in vista del giudizio per direttissima.
Proseguono gli accertamenti
Le indagini della Digos sono ancora in corso e puntano a identificare eventuali altri soggetti coinvolti nei disordini verificatisi durante la gara. Gli investigatori stanno continuando ad analizzare immagini e ulteriori elementi utili per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto sugli spalti del Massimino.

