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Catania, concessione esterna condono edilizio: entrate per 20 milioni di euro

La verifica e l’espletamento per le pratiche del condono edilizio sono state affidate a un’impresa privata.

L’amministrazione comunale di Catania, la prima in Sicilia e tra le prime in Italia, ha deciso di affidare in concessione a un’impresa privata la verifica e l’espletamento delle 18.238 pratiche di condono edilizio giacenti negli uffici comunali che da parecchi anni, in qualche caso decenni, attendono di essere espletate per incassare i dovuti oneri economici.

Lo ha stabilito la giunta comunale nell’ultima riunione presieduta dal sindaco Salvo Pogliese, che su proposta dell’assessore all’Urbanistica Enrico Trantino, ha adottato la rivoluzionaria delibera per affidare con gara a evidenza pubblica la gestione completa delle procedure di condono, dalla fase di valutazione tecnica a quella di invio delle cartelle esattoriali per la riscossione degli oneri necessari a sanare le violazioni delle norme edilizie, fermo restando il controllo del Comune sull’attività. 

“Anche in questo caso – ha detto il sindaco Salvo Pogliese – rivendichiamo con orgoglio un atto di buona amministrazione che ci pone all’avanguardia a livello nazionale per la semplificazione e la velocizzazione delle procedure. Dopo decenni di trascuratezza su questo fronte del condono edilizio, secondo le stime riusciremo a incassare una ventina di milioni di euro in appena tre anni, essenziali per mantenere gli equilibri di bilancio anche futuro dopo il catastrofico dissesto che abbiamo dovuto subire. Ringrazio l’assessore Trantino e il direttore Bisignani con i funzionari della Direzione Urbanistica per questa svolta amministrativa che garantisce efficienza e ritorni economici importanti per il Comune. Questo della velocizzazione delle pratiche di condono, lo rivendico con orgoglio, è un altro punto del programma elettorale che abbiamo raggiunto”.

Per causa dei tanti pensionamenti tra i tecnici comunali sono rimasti appena tre i dipendenti addetti alle pratiche di condono.

“Secondo la stima del numero di pratiche che si possono esitare ogni giorno – ha spiegato Trantino – con le attuali forze disponibili, avremmo concluso la definizione delle giacenze addirittura nel 2038! Era necessario dare una svolta a questa situazione che da decenni era in un limbo e così abbiamo proceduto con un’ottica manageriale. A causa del dissesto peraltro non potevamo promuovere progetti finalizzati per dipendenti interni e così abbiamo scelto la strada dell’outsourcing, cioè l’appalto trasparente con gara pubblica a una ditta esterna in grado di definire tutta la filiera dell’attività di recupero delle somme dovute al Comune dagli illeciti edilizi, come avvenuto con successo in altri comuni italiani”.

Tra un un mese si bandirà la procedura di evidenza pubblica, in modo da fare partire il nuovo servizio con l’inizio del nuovo anno. 

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