Pubblicato il 23 Agosto 2026
L’intervento dei “Falchi” della Squadra Mobile
Un controllo di routine si è trasformato in un intervento ad alto rischio per gli agenti della Polizia di Stato. Nei giorni scorsi, a Catania, un 26enne è stato arrestato dopo aver estratto una pistola con il colpo in canna mentre i poliziotti gli chiedevano di mostrare i documenti.
A intervenire sono stati i “Falchi” della Squadra Mobile della Questura di Catania, che hanno notato il movimento improvviso dell’uomo e sono riusciti a disarmarlo tempestivamente, senza utilizzare le armi in dotazione.
La pistola era clandestina e pronta a sparare
Gli accertamenti hanno permesso di stabilire che l’arma era una pistola clandestina, dotata di un caricatore con undici cartucce, una delle quali già inserita nella camera di cartuccia.
L’intervento degli agenti ha consentito di bloccare il giovane prima che potesse utilizzare l’arma. Dopo essere stato disarmato, il 26enne è stato sottoposto a perquisizione.
Il comportamento sospetto aveva attirato l’attenzione degli agenti
I poliziotti avevano notato il giovane durante un’attività di pattugliamento nella zona di via Calì, nel quartiere Civita. Il suo atteggiamento particolarmente guardingo aveva insospettito gli agenti, così come il modo in cui teneva stretto a sé il borsello portato a tracolla.
Per procedere agli accertamenti, i “Falchi” lo hanno fermato prima che entrasse in uno stabile. È stato proprio durante la richiesta dei documenti che il 26enne ha improvvisamente estratto la pistola.
Nel borsello trovati cocaina, marijuana e denaro
La successiva perquisizione ha portato alla scoperta di altra sostanza stupefacente. All’interno del borsello gli agenti hanno trovato due involucri contenenti complessivamente 5 grammi di cocaina e 20 grammi di marijuana.
Rinvenuti anche 35 euro in contanti, somma che, secondo gli investigatori, sarebbe riconducibile all’attività di spaccio.
Arrestato e trasferito in carcere
Al termine degli accertamenti di polizia giudiziaria, il giovane è stato arrestato con le accuse di detenzione e porto di arma clandestina, ricettazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Come previsto dalla legge, resta ferma la presunzione di innocenza dell’indagato fino a eventuale condanna definitiva.
Dopo le formalità di rito e su disposizione del Pubblico Ministero di turno della Procura di Catania, il 26enne è stato condotto in carcere, dove rimarrà in attesa dell’udienza di convalida davanti al Giudice per le Indagini Preliminari.

