Pubblicato il 17 Luglio 2026
Operazione della Guardia di Finanza dopo l’inchiesta “Petrolio fantasma”
La Guardia di Finanza di Catania ha confiscato beni per un valore complessivo di circa 220mila euro riconducibili a Carmelo Musumeci, 57 anni, condannato in via definitiva per reati fiscali.
Il provvedimento è stato eseguito dai militari del comando provinciale etneo su disposizione della Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catania, in seguito alla sentenza definitiva n. 3419/2025.
La confisca arriva al termine degli approfondimenti condotti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catania nell’ambito dell’operazione denominata “Petrolio fantasma”, che aveva portato alla luce un articolato sistema di frode fiscale attivo tra il 2018 e il 2021.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il meccanismo illecito riguardava la commercializzazione di ingenti quantità di prodotti petroliferi destinati all’autotrazione con evasione delle imposte, in particolare Iva e accise.
I beni sequestrati e poi confiscati
Gli accertamenti patrimoniali effettuati dalle unità specializzate della Guardia di Finanza hanno consentito di individuare beni riconducibili al condannato.
Nel dettaglio, il patrimonio sottoposto a confisca comprende:
- due immobili situati nel territorio di Catania;
- un’autovettura;
- disponibilità finanziarie presenti su conti correnti bancari.
Il valore complessivo dei beni sottratti alla disponibilità dell’uomo è stato stimato in circa 220mila euro.
Il nuovo accordo per il contrasto ai patrimoni illeciti
L’operazione si inserisce nel quadro della collaborazione istituzionale avviata attraverso il memorandum operativo firmato il 23 aprile 2026 tra la Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catania e il Comando regionale Sicilia della Guardia di Finanza.
L’accordo punta a rendere più efficace l’applicazione delle misure di ablazione dei patrimoni nella fase successiva alle condanne definitive.
Attraverso controlli più approfonditi sulla situazione patrimoniale e reddituale dei soggetti condannati, l’obiettivo è individuare con maggiore precisione i beni da sottoporre a confisca e garantire una piena esecuzione delle decisioni giudiziarie.

