Pubblicato il 12 Agosto 2026
Bonaccorsi e Ciancio: “Due pesi e due misure sulla gestione delle infrastrutture”
A Catania cresce la tensione sul fronte della mobilità e delle infrastrutture. I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Graziano Bonaccorsi e Gianina Ciancio tornano a chiedere le dimissioni dei vertici SAC, contestando quella che definiscono una gestione politica caratterizzata da “due pesi e due misure”.
Secondo i due esponenti pentastellati, mentre cittadini e turisti continuano a fare i conti con disagi e disservizi, il centrodestra regionale adotterebbe atteggiamenti differenti a seconda delle infrastrutture coinvolte.
“Da una parte – sostengono Bonaccorsi e Ciancio – abbiamo assistito alla dura presa di posizione del presidente della Regione nei confronti di ANAS per i problemi registrati sull’autostrada A19. Già dal 2025, di fronte a code e cantieri, sono state chieste spiegazioni, scuse pubbliche e persino ipotizzate conseguenze per i vertici dell’ente”.
Un atteggiamento che, secondo i consiglieri M5S, sarebbe condivisibile se venisse applicato anche alla situazione dell’aeroporto di Catania.
Aeroporto di Catania, M5S: “Non tutto può essere definito emergenza”
Nel mirino finisce in particolare la gestione dello scalo di Fontanarossa, alle prese, secondo i consiglieri, con criticità strutturali, disservizi nella gestione dei passeggeri, cancellazioni, ritardi e dirottamenti.
Per Bonaccorsi e Ciancio non sarebbe più sufficiente ricondurre ogni difficoltà alla categoria dell’evento eccezionale.
“Non si può continuare a parlare di eventi straordinari ogni volta che si verifica un blocco”, affermano. La presenza della cenere vulcanica dell’Etna, infatti, è un fenomeno ricorrente e prevedibile, che interessa periodicamente lo scalo catanese.
Proprio per questo, secondo i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, sarebbe necessario predisporre una strategia più efficace per affrontare le emergenze, compreso un rafforzamento dei collegamenti con l’aeroporto di Comiso quando le condizioni impongono limitazioni operative a Fontanarossa.
La ripetizione delle criticità, sostengono i consiglieri, impone quindi una valutazione approfondita sulle capacità organizzative e gestionali di chi guida l’aeroporto.
“Prima di parlare di privatizzazione bisogna cambiare governance”
Il dibattito sulla possibile privatizzazione o sulla vendita di quote della SAC viene respinto dai due consiglieri come una soluzione prematura.
Prima di discutere della natura pubblica o privata della gestione, secondo Bonaccorsi e Ciancio, sarebbe necessario intervenire sulla governance dello scalo.
“Prima di parlare di privatizzazione o di vendita delle quote SAC – affermano – serve un azzeramento e un cambio radicale della governance”.
I consiglieri invitano inoltre a non utilizzare le attuali difficoltà dell’aeroporto come argomento per sostenere automaticamente la necessità di una gestione privata. A loro giudizio, le criticità emerse negli ultimi anni, dagli incendi alle problematiche legate alla cenere vulcanica fino alle difficoltà nel coordinamento delle emergenze, sarebbero riconducibili soprattutto a responsabilità di carattere politico e gestionale.
L’appello a Comune e Regione
Da qui la richiesta di un intervento diretto delle istituzioni.
Bonaccorsi e Ciancio chiedono al sindaco di Catania di assumere una posizione più netta e al presidente della Regione Renato Schifani di intervenire sulla governance della SAC.
“Il centrodestra cambi finalmente i vertici della SAC”, è in sostanza l’appello dei due consiglieri, che considerano non più sostenibile l’attuale situazione.
Per il Movimento 5 Stelle, dunque, la questione non riguarda soltanto i singoli disservizi, ma la capacità complessiva del sistema infrastrutturale catanese di garantire servizi efficienti a cittadini, lavoratori e turisti.
“La Sicilia non può più permettersi di restare ostaggio di questa inadeguatezza”, concludono Bonaccorsi e Ciancio.

