Pubblicato il 15 Luglio 2026
Operazione della Squadra Mobile su disposizione della Procura Distrettuale
All’alba di oggi la Polizia di Stato ha eseguito una vasta operazione su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Catania nei confronti di 22 persone. Per altri quattro indagati, la decisione è stata rinviata al termine degli interrogatori preventivi.
Gli indagati sono ritenuti, a vario titolo, gravemente indiziati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dalla disponibilità di armi e dal numero degli associati. Le accuse comprendono anche spaccio, detenzione e cessione di droga, porto illegale di armi, lesioni personali e minacce aggravate con il metodo mafioso.
L’indagine partita dalla sparatoria davanti all’Ecs Dogana
L’inchiesta, coordinata dalla Procura e condotta dalla Squadra Mobile di Catania, ha consentito di raccogliere importanti elementi investigativi su un’organizzazione criminale coinvolta nel traffico di droga e in una lunga serie di episodi armati avvenuti nel capoluogo etneo.
Le investigazioni hanno preso avvio dalla sparatoria verificatasi nella primavera del 2022 davanti al locale notturno “Ecs Dogana”, episodio che aveva già portato, nell’agosto dello stesso anno, all’arresto di cinque persone. Quattro di loro figurano anche tra i destinatari del provvedimento eseguito oggi.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la violenta rissa sarebbe nata nella notte tra il 16 e il 17 aprile 2022, quando alcuni giovani ritenuti vicini al clan Mazzei avrebbero impedito a un noto cantante neomelodico catanese, legato da vincoli familiari a un esponente del clan Cappello-Bonaccorsi, di esibirsi insieme al trapper Tony Effe.
Un gruppo composto da giovani e collegato al clan Cappello-Bonaccorsi
Le indagini hanno delineato una struttura criminale composta prevalentemente da giovani affiliati, accusati di aver agito con metodo mafioso. Ad alcuni componenti viene inoltre contestata l’aggravante di aver favorito il clan Cappello-Bonaccorsi, storicamente attivo nel territorio catanese con base operativa al Villaggio Sant’Agata.
Gli investigatori avrebbero individuato una precisa organizzazione gerarchica, con ruoli ben definiti e un presunto leader alla guida del gruppo.
Traffico di droga tra Villaggio Sant’Agata, Librino e San Cristoforo
L’organizzazione avrebbe gestito un’importante rete di spaccio con basi operative nei quartieri Villaggio Sant’Agata, Librino e San Cristoforo, considerati dagli inquirenti le principali piazze di distribuzione della droga.
Nel corso delle attività investigative sono stati documentati numerosi episodi di vendita di crack, cocaina, hashish e marijuana, oltre alla gestione di vere e proprie case di spaccio.
La guerra interna culminata in una serie di sparatorie
A partire dal 14 giugno 2023, gli investigatori hanno registrato una serie di scontri armati tra due fazioni interne al gruppo criminale.
Secondo la ricostruzione accusatoria, il contrasto sarebbe nato dalla volontà di punire un componente ritenuto infedele all’organizzazione, mentre un’altra parte del gruppo avrebbe deciso di proteggerlo.
Fondamentale per ricostruire la vicenda è stato il monitoraggio delle conversazioni di una donna legata da rapporti di parentela a uno dei protagonisti, che avrebbe raccontato ai familiari dettagli e retroscena delle tensioni interne.
Il conflitto è poi degenerato in un vero e proprio scontro armato il 16 giugno 2023 al Villaggio Sant’Agata, seguito da ulteriori episodi di violenza.
Debito da 500 euro e agguati armati a Camporotondo Etneo
Tra gli episodi ricostruiti figura anche una vicenda nata da un debito di appena 500 euro, che avrebbe innescato una nuova escalation.
Dopo l’intervento di una delle fazioni a favore del debitore, gli avversari avrebbero organizzato una rappresaglia armata. Il 22 e il 25 giugno 2023, una palazzina di Camporotondo Etneo sarebbe stata colpita da numerosi proiettili, anche di grosso calibro, con il coinvolgimento di diversi destinatari della misura cautelare.
Droni, telefoni e droga introdotti nelle carceri siciliane
Le indagini hanno inoltre evidenziato un’evoluzione delle attività criminali, estese anche agli istituti penitenziari della Sicilia.
Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe organizzato l’introduzione di stupefacenti, telefoni cellulari e schede SIM all’interno delle carceri utilizzando droni, corrispondenza postale e altri sistemi di occultamento.
Tra gli indagati figurano anche un avvocato catanese, accusato di aver introdotto droga nel carcere di Agrigento destinata a un presunto vertice dell’organizzazione, e un dirigente medico in servizio nella casa circondariale di Noto, che avrebbe tentato di far arrivare sostanze stupefacenti e SIM nascoste all’interno di palloncini contenenti carne e pesce.
Sequestri di droga, armi, telefoni e un drone
Nel corso dell’operazione gli investigatori hanno sequestrato crack, cocaina, hashish e marijuana, oltre a materiale utilizzato per il confezionamento della droga, munizioni di diversi calibri, telefoni cellulari, schede SIM e un drone impiegato, secondo l’accusa, per le attività illecite.
Un business criminale esteso anche agli istituti di pena
L’inchiesta, avviata nell’aprile del 2022 e conclusa nel 2024, descrive un’organizzazione che avrebbe progressivamente ampliato i propri affari, passando dalle tradizionali piazze di spaccio a un redditizio mercato illegale all’interno delle carceri.
Secondo gli investigatori, i detenuti appartenenti al gruppo riuscivano a vendere smartphone a prezzi fino a quindici volte superiori rispetto al valore di mercato, oltre a smerciare sostanze stupefacenti ai detenuti, ottenendo così profitti estremamente elevati.
Anche una canzone neomelodica tra gli elementi investigativi
Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori compare anche l’audio di una canzone realizzata da un cantante neomelodico vicino ad alcuni componenti del gruppo, il cui testo avrebbe ricostruito, secondo l’accusa, la vicenda della sparatoria avvenuta davanti all’Ecs Dogana.
Imponente dispiegamento di forze per il blitz
L’operazione eseguita nella mattinata del 15 luglio ha visto l’impiego degli agenti della Squadra Mobile di Catania, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, con il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine, della Polizia Scientifica, di un’unità cinofila antidroga e di un elicottero del Reparto Volo di Palermo.
Si ricorda che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

