Pubblicato il 9 Luglio 2026
Controllo della Polizia a San Cristoforo
Un 34enne catanese è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, dopo essere stato trovato in possesso di quasi 4 chilogrammi di marijuana nascosti tra l’auto e un ingegnoso nascondiglio ricavato all’interno di due vecchie lavatrici.
L’operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Catania, impegnati in un servizio mirato di contrasto allo spaccio di droga nel quartiere San Cristoforo.
Il nervosismo durante il controllo ha insospettito gli agenti
Durante un servizio di pattugliamento in via Plebiscito, i poliziotti hanno fermato un’auto condotta dal 34enne per un normale controllo.
Fin dai primi momenti, l’uomo ha mostrato un evidente stato di agitazione, comportamento che ha spinto gli investigatori ad approfondire gli accertamenti. Poco dopo è stato lo stesso conducente a consegnare spontaneamente una busta contenente oltre un chilogrammo di marijuana.
La scoperta nel garage di casa
Ritenendo che potesse detenere altra sostanza stupefacente, gli agenti hanno esteso la perquisizione all’abitazione dell’uomo, situata a Misterbianco.
In un primo momento l’ispezione non ha evidenziato elementi rilevanti, ma nel garage l’attenzione dei poliziotti è stata attirata da due vecchie lavatrici fuori uso. Aprendo gli oblò, gli agenti hanno trovato cinque confezioni sottovuoto contenenti circa 2,8 chilogrammi di marijuana, accuratamente occultate all’interno degli elettrodomestici.
Sequestrati anche bilancini e materiale per il confezionamento
Oltre alla droga, la Polizia ha sequestrato bilancini di precisione e attrezzature per il confezionamento sottovuoto, materiale ritenuto compatibile con un’attività di preparazione e distribuzione dello stupefacente.
Arresto e trasferimento in carcere
Al termine delle operazioni, il 34enne è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’uomo è stato accompagnato in carcere. Resta ferma la presunzione di innocenza, valida fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

