Pubblicato il 3 Ottobre 2026
L’intervento in piazza Alcalà
È stato arrestato dalla Polizia di Stato un uomo di 40 anni, senza fissa dimora, accusato di aver tentato di rubare un’autovettura parcheggiata in piazza Alcalà, a Catania.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine e conosciuto nella zona come parcheggiatore abusivo, era inoltre destinatario di un divieto di ritorno nel Comune di Catania, misura che avrebbe violato.
A dare l’allarme è stata la guardia particolare giurata in servizio nel parcheggio, che ha segnalato al numero unico di emergenza la presenza del 40enne. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe tentato di impossessarsi di una utilitaria parcheggiata nell’area, danneggiando la portiera dal lato del conducente.
Dopo il tentativo, il 40enne si sarebbe allontanato dirigendosi verso una vicina fermata degli autobus, nel tentativo di far perdere le proprie tracce.
Bloccato dagli agenti a bordo di un autobus
L’intervento tempestivo delle Volanti della Polizia di Stato ha permesso agli agenti di individuare il sospettato. Il 40enne era appena salito su un autobus quando è stato raggiunto e bloccato dai poliziotti.
Gli agenti hanno quindi effettuato gli accertamenti sull’autovettura segnalata, riscontrando il danneggiamento della portiera lato guida, elemento collegato al tentativo di furto denunciato.
Precedenti e violazione del divieto di ritorno
Dagli accertamenti sull’identità dell’uomo è emerso che il 40enne, oltre a essere senza fissa dimora, aveva numerosi precedenti per reati contro il patrimonio.
È inoltre risultato sottoposto alla misura di prevenzione del divieto di ritorno nel territorio comunale di Catania.
Dopo la formalizzazione della denuncia da parte della proprietaria dell’auto, l’uomo è stato arrestato con l’accusa di tentato furto aggravato e denunciato anche per la violazione della misura di prevenzione.
In attesa della direttissima
Su disposizione del pubblico ministero di turno, il 40enne è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Questura, in attesa dell’udienza per direttissima.
Resta ferma, come previsto dalla legge, la presunzione di innocenza dell’indagato fino a un’eventuale condanna definitiva.

