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Catania colma di rifiuti e 140 operatori ecologici restano a casa: “Perché non serviamo più?”

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Abbiamo incontrato una rappresentanza di loro. Fanno parte di quei 140 lavoratori mantenuti nel limbo del precariato, la maggior parte hanno superato i 50 anni e nonostante abbiano sempre dato il massimo, rinunciando anche alle ferie, ancora non è stato rinnovato loro il contratto dalla Dusty e da Energeticambiente, le aziende ancora responsabili della rimozione dei rifiuti urbani e della pulizia di ampie zone di Catania.

Eppure la città è un immondezzaio che di forza lavoro e mezzi ne avrebbe bisogno, eccome. Abbiamo più volte documentato la situazione critica, nauseante in cui la città è stata ridotta anche dai problemi legati all’incapacità delle discariche di accogliere le tonnellate di rifiuti che giungono dal capoluogo etneo, poiché del tutto, o quasi, sature.

Situazione che è cambiata marginalmente, visto che sono vastissime le zone, soprattutto, periferiche, che continuano a essere mortificate da cumuli di spazzatura non raccolta, dalla sporcizia di marciapiedi e strade, oltre che dalla inciviltà di chi approfitta del caos per utilizzare la città come cloaca personale nella quale abbandonare qualsiasi genere di rifiuto speciale.

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Quel che, inoltre, rende la vicenda dei 140 lavoratori ancor più difficile da digerire sono le voci che circolano da ieri sulle assunzioni di una ventina di giovani, facendo carta straccia, così, degli accordi che prevedevano di reintegrare i precari per ordine di anzianità di lavoro prima di dare spazio a nuove unità.

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