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Catania, Santa Maria di Gesù riapre le sue porte alla città

Pubblicato il 8 Ottobre 2026

Dopo i restauri torna visitabile Santa Maria di Gesù

Santa Maria di Gesù torna a vivere e riapre alla città di Catania dopo un importante intervento di restauro che ha interessato la chiesa, il chiostro e diverse opere custodite al suo interno.

La riapertura ufficiale è prevista per sabato 17 ottobre alle ore 18, con il raduno sul sagrato che darà il via alle celebrazioni. L’appuntamento sarà accompagnato da uno spettacolo di luce e videomapping realizzato da “Sullaluna”, agenzia specializzata in produzione video e comunicazione.

L’evento è stato pensato come un racconto immersivo dedicato alla storia e al significato del complesso religioso, presentato come una casa restituita alla propria Comunità, pronta a essere nuovamente vissuta e condivisa.

La celebrazione con l’arcivescovo Luigi Renna

Alle 19 è prevista la celebrazione eucaristica, presieduta da monsignor Luigi Renna, arcivescovo di Catania.

Durante la cerimonia si terranno anche lo svelamento e la benedizione dell’epigrafe commemorativa, alla presenza del sindaco di Catania Enrico Trantino.

Un momento istituzionale e religioso che segnerà ufficialmente il ritorno della chiesa nella vita della comunità cittadina.

Cinque giorni di eventi prima della riapertura

Il programma non si limiterà alla giornata inaugurale. La riapertura sarà preceduta da cinque giorni di mostre ed eventi, mentre le iniziative proseguiranno fino alla fine di novembre.

Sono previsti incontri di formazione, momenti di approfondimento e appuntamenti dedicati alla spiritualità, con l’obiettivo di trasformare il ritorno di Santa Maria di Gesù in un percorso di partecipazione e riscoperta per la città.

“Restaurare le pietre significa anche restaurare un legame”

Al centro del progetto c’è il concetto di comunità. A sottolinearlo è Fra Massimo Corallo, che lega il lavoro di recupero dell’edificio alla necessità di ricostruire il rapporto tra il luogo e i cittadini.

“Restaurare le pietre significa anche restaurare un legame”, afferma Fra Massimo Corallo, spiegando come il recupero rappresenti un’occasione per custodire la memoria, creare nuovi spazi di incontro e favorire il dialogo tra generazioni.

Con la riapertura, dunque, Catania non recupera soltanto un edificio religioso restaurato, ma un luogo della propria identità, destinato a tornare a essere uno spazio vivo, aperto e condiviso dalla comunità.

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