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Pavia

Catania, scoperta una piazza di spaccio a San Cristoforo: tre uomini denunciati

Pubblicato il 15 Ottobre 2026

Appartamento blindato e telecamere per controllare gli accessi

Un appartamento trasformato in una presunta piazza di spaccio, protetto da porte blindate e da un articolato sistema di videosorveglianza, con accorgimenti che avrebbero consentito di eliminare rapidamente la droga in caso di controlli. È quanto scoperto dai Carabinieri della Stazione di Catania Piazza Dante, intervenuti nel quartiere San Cristoforo con il supporto del Nucleo Cinofili di Nicolosi.

L’operazione rientra nell’ambito delle attività di controllo del territorio e di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti condotte dai militari dell’Arma. A insospettire gli investigatori è stato il continuo passaggio di persone, sia di giorno sia durante la notte, nei pressi di un appartamento situato in via del Principe.

Gli elementi raccolti hanno spinto i Carabinieri ad approfondire la situazione e a predisporre un intervento mirato per verificare quanto accadesse all’interno dell’immobile.

L’irruzione e il tentativo di disfarsi delle prove

Al momento dell’intervento, i militari si sono trovati davanti a una porta blindata che ostacolava l’accesso. Per evitare che eventuali prove potessero essere nascoste o distrutte, hanno fatto ingresso nell’appartamento utilizzando la forza.

Durante le operazioni, uno degli occupanti avrebbe tentato di gettare dalla finestra un bilancino di precisione, probabilmente per sottrarlo ai controlli. Il dispositivo è stato però recuperato dai Carabinieri che si erano preventivamente posizionati all’esterno dell’edificio.

All’interno sono stati fermati due uomini del posto, rispettivamente di 44 e 33 anni. Nel corso delle perquisizioni, il 44enne è stato trovato in possesso di 0,50 grammi di crack, una pipetta per il consumo della sostanza e 260 euro in contanti. Il 33enne aveva invece con sé 145 euro.

Nell’attività è stato coinvolto anche il proprietario dell’appartamento, un catanese di 57 anni, ritenuto responsabile di quanto rinvenuto nei locali.

Telecamere, stanze vuote e accorgimenti per eliminare la droga

Gli accertamenti all’interno dell’immobile avrebbero fatto emergere diversi elementi compatibili con un utilizzo dei locali per l’attività di spaccio. L’ingresso era protetto da un’ulteriore porta blindata, mentre un sistema di videosorveglianza composto da quattro telecamere e tre minicamere permetteva di controllare gli accessi e tenere sotto osservazione l’area circostante.

Anche le condizioni degli ambienti hanno attirato l’attenzione dei militari: le stanze erano completamente prive di arredi, una circostanza che non sembrava compatibile con il normale utilizzo dell’appartamento come abitazione.

Particolare interesse ha suscitato il sistema che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato predisposto per disfarsi velocemente delle sostanze stupefacenti. Nel bagno sono stati trovati due secchi pieni d’acqua, nonostante lo scarico fosse funzionante. L’acqua sarebbe stata utilizzata per agevolare l’eliminazione della droga attraverso le tubature e il sistema fognario, rendendo più difficile il recupero dello stupefacente durante eventuali controlli.

All’interno dell’immobile sono stati recuperati soltanto alcuni grammi di crack, un quantitativo che potrebbe essere compatibile con l’ipotesi che parte della sostanza sia stata eliminata prima dell’arrivo dei militari.

Sequestrati strumenti per il confezionamento e dispositivi elettronici

Nel corso della perquisizione sono stati inoltre rinvenuti un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento della droga, un grinder e 45,50 euro in monete, ritenute potenzialmente riconducibili al denaro utilizzato per il resto delle compravendite.

I Carabinieri hanno proceduto anche al sequestro del sistema di videosorveglianza e di altri dispositivi presenti nei locali, ritenuti utili per gli accertamenti.

Tre uomini denunciati all’Autorità Giudiziaria

Al termine dell’intervento, i tre uomini, tutti con precedenti specifici, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per le ipotesi di traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti in concorso.

La responsabilità degli indagati dovrà essere verificata nelle sedi competenti sulla base degli elementi raccolti e nel corso del procedimento giudiziario.

Resta ferma la presunzione di innocenza: le persone coinvolte sono da considerarsi non colpevoli fino a un’eventuale condanna definitiva.

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