Pubblicato il 11 Luglio 2026
L’aggressione armata dopo una lite per una somma di denaro
Un presunto debito di 40 euro sarebbe all’origine di una violenta aggressione armata avvenuta nel quartiere Librino, a Catania. La polizia ha arrestato un uomo di 52 anni, ritenuto il possibile responsabile del ferimento a colpi di pistola ai danni di un’altra persona, avvenuto lo scorso 11 marzo.
Nei confronti dell’indagato sono contestati i reati di detenzione e porto illegale di arma da fuoco in luogo pubblico e lesioni personali aggravate dall’utilizzo dell’arma e dalla premeditazione.
L’arresto dopo la richiesta della Procura
Il provvedimento di custodia cautelare in carcere, emesso il 6 luglio dal gip del Tribunale di Catania su richiesta della Procura distrettuale, è stato eseguito il 9 luglio dagli agenti della Squadra Mobile.
La vicenda si è sviluppata in viale Bummacaro, dove, secondo la ricostruzione degli investigatori, si sarebbe consumato l’agguato. La sera dell’11 marzo, intorno alle 19:10, la vittima si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale San Marco con due ferite da arma da fuoco alla gamba sinistra e un trauma alla testa.
Le lesioni sono state giudicate guaribili in circa 20 giorni. Sul luogo della sparatoria, gli specialisti del Gabinetto regionale di polizia scientifica hanno trovato e sequestrato un bossolo esploso calibro 380 Auto, elemento ritenuto utile alle indagini.
Le indagini e il ruolo delle intercettazioni
Le attività investigative sono state condotte dalla sezione della Squadra Mobile specializzata nei reati contro la persona. In una prima fase, gli investigatori hanno incontrato difficoltà a causa del silenzio della vittima, che non avrebbe fornito indicazioni utili per identificare l’autore degli spari.
Successivamente, attraverso un lavoro di analisi delle intercettazioni e il confronto con ulteriori testimonianze raccolte durante l’inchiesta, gli investigatori sarebbero riusciti a individuare il presunto responsabile.
La pista della spedizione punitiva
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il ferimento sarebbe stato una ritorsione legata a una somma di 40 euro.
La vittima avrebbe ricevuto in precedenza il denaro per svolgere un incarico che, secondo l’accusa, non sarebbe mai stato portato a termine. Da qui sarebbe nata la volontà di vendetta che avrebbe portato alla presunta spedizione punitiva con l’utilizzo di una pistola.

