Pubblicato il 21 Dicembre 2022
Tortura, lesioni personali aggravate, sequestro di persona, violenza privata, detenzione illegale di arma da sparo e rapina. Tutto aggravato dall’utilizzo del metodo mafioso.
La Squadra mobile di Catanzaro, supportata dai Reparti Prevenzione Crimine Calabria di Vibo Valentia e Cosenza, ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone che dovranno rispondere delle pesantissime accuse.
Le misure sono state convalidate dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura.
Il provvedimento cautelare si fonda sulle indagini scaturite da una brutale aggressione avvenuta, in due distinte fasi, il 26 e 27 ottobre scorsi. Nel quartiere Nord del capoluogo calabrese, un ragazzo della zona è stato assalito da un gruppo di persone che rivendicavano la loro appartenenza a una banda criminale.
Il ragazzo conosceva da tempo i suoi aggressori e sarebbe stato preso di mira perché accusato di aver aver avuto una relazione con la compagna di uno di loro.
Il primo giorno, il gruppo lo avrebbe sottoposto a una specie di interrogatorio picchiandolo e minacciandolo con una pistola.
Le violenze sono diventate ancora più violente il giorno successivo, quando la vittima è stata sottoposta a sevizie fisiche tali da metterlo in pericolo di vita.
Oltre al ragazzo, sarebbero stati minacciati anche i suoi familiari nel tentativo di convincerli a non sporgere denuncia.

