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Cecchettin

Cecchettin: “Anche a Sanremo serve più attenzione al linguaggio”

Pubblicato il 4 Marzo 2026

L’intervento a Milano e il richiamo alla responsabilità culturale

“L’attenzione al linguaggio andrebbe fatta sempre e comunque, anche quando si parla d’amore”. È questo il messaggio centrale lanciato da Gino Cecchettin, presidente della Fondazione Giulia Cecchettin, intervenuto a margine della presentazione del Quaderno n. 12 del “Rapporto Giovani” all’Università Cattolica di Milano.

Le sue parole arrivano nel pieno del dibattito sui testi dell’ultima edizione del Festival di Sanremo, in particolare dopo le discussioni nate attorno al brano vincitore, “Per sempre sì” di Sal Da Vinci.

Pur evitando giudizi diretti sulle canzoni in gara, Cecchettin ha sottolineato la necessità di una maggiore consapevolezza culturale anche nella musica popolare, soprattutto quando affronta temi delicati come l’amore.

Amore, stereotipi e narrazioni culturali

Secondo Cecchettin, parlare d’amore significa confrontarsi con un terreno complesso e spesso influenzato dal contesto sociale. “Per parlare di amore, che è la cosa più difficile, bisognerebbe capire cos’è il vero amore”, ha osservato, evidenziando come la percezione di questo sentimento sia profondamente segnata dagli stereotipi culturali con cui si cresce.

Il rischio, ha spiegato, è che tali schemi consolidati portino a interpretazioni anacronistiche e folkloristiche, in cui l’amore viene ancora associato al possesso o alla gelosia. Una visione che, anche quando proposta in chiave leggera o musicale, può continuare a veicolare modelli superati.

La polemica sulla battuta di Carlo Conti

Nel suo intervento, Cecchettin ha fatto riferimento anche alla discussione nata dopo una battuta pronunciata da Carlo Conti, giudicata sessista da Francesca Tanas, ballerina di Samurai Jay.

A suo avviso, sono proprio gli stereotipi radicati nella società a generare certe espressioni, perché si continua a considerare la gelosia come un elemento centrale della relazione amorosa. “Quando invece l’amore dovrebbe bastare a se stesso”, ha ribadito.

Allo stesso tempo, Cecchettin ha invitato a non trasformare l’episodio in un attacco personale, ma piuttosto a coglierlo come un’occasione per riflettere. Il punto non è il singolo episodio, bensì la necessità di interrogarsi sugli schemi culturali che ancora influenzano il nostro modo di parlare e pensare l’amore. Fonte: Ansa

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