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Centri scommesse sotto sequestro a Catania: scoperti incassi illeciti per oltre 350 mila euro

Pubblicato il 1 Aprile 2026

Controlli congiunti contro il gioco illegale

Due centri scommesse di Catania sono stati posti sotto sequestro al termine di un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

L’intervento rientra in un più ampio piano di contrasto al gioco illegale e irregolare, sviluppato attraverso controlli mirati su attività considerate a rischio, selezionate grazie all’incrocio di dati investigativi e verifiche sul territorio.

Scoperti sistemi di scommesse non autorizzati

Nel corso delle ispezioni, i militari hanno individuato e sequestrato due postazioni informatiche collegate a siti di scommesse esteri non autorizzati.

Le apparecchiature, complete di modem, stampanti e materiale per l’emissione delle ricevute, venivano utilizzate per gestire giocate al di fuori dei circuiti legali. Sequestrati anche circa 1.000 euro in contanti, ritenuti provento delle scommesse raccolte.

Volume di giocate illegali nel 2026

L’analisi dei computer ha permesso di ricostruire un’attività significativa: solo nel 2026 sarebbe stato registrato un volume di scommesse illecite superiore a 350.000 euro, distribuito su circa 14.000 giocate.

Un dato che evidenzia la portata dell’attività illegale e il suo radicamento sul territorio.

Denunce e accertamenti fiscali

I titolari delle due attività sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per esercizio abusivo di gioco e scommesse.

Parallelamente, sono in corso ulteriori accertamenti per quantificare le imposte evase derivanti dall’attività illecita.

Altre irregolarità riscontrate

Nel corso dei controlli, sono emerse anche altre violazioni amministrative presso diversi operatori del settore. In particolare, è stata rilevata la presenza di apparecchi da intrattenimento non in regola, installati senza il pagamento delle imposte previste.

Individuate inoltre alcune “new slot” non collegate alla rete ufficiale dei Monopoli, ulteriore elemento che conferma la diffusione di pratiche irregolari nel comparto.

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