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Certificati medici falsi fatti dalla moglie medico per andare a sciare: nei guai un autista di bus

Pubblicato il 9 Giugno 2026

L’indagine partita dai sospetti dell’azienda

Un autista di autobus e sua moglie, medico dell’Asl, sono finiti al centro di un’indagine che ipotizza i reati di truffa e falso ideologico. La vicenda riguarda una coppia residente in provincia di Massa Carrara e nasce da alcuni sospetti maturati all’interno dell’azienda di trasporto pubblico presso cui l’uomo lavorava.

Secondo le accuse, quando il conducente desiderava evitare alcuni turni di lavoro o non voleva utilizzare giorni di ferie, avrebbe potuto contare sull’aiuto della moglie. La donna avrebbe infatti redatto certificati medici relativi a presunte visite domiciliari, consentendogli di assentarsi dal lavoro per malattia.

Gli episodi contestati si sarebbero ripetuti nel tempo, fino a spingere l’azienda ad avviare verifiche più approfondite.

Il controllo e la scoperta sulle piste da sci

Le indagini avrebbero portato a una scoperta decisiva. L’autista sarebbe stato infatti individuato sulle piste da sci di Prato Nevoso, in provincia di Cuneo, mentre risultava ufficialmente assente dal lavoro per motivi di salute.

L’uomo sarebbe stato visto trascorrere alcuni giorni sulla neve insieme alla figlia e ad alcuni amici. A supportare gli accertamenti ci sarebbero anche fotografie scattate tra il 25 e il 29 novembre, periodo durante il quale risultava in malattia.

La vicenda è stata successivamente segnalata ai Carabinieri di Pontremoli.

Il licenziamento per giusta causa

A seguito degli accertamenti, il 51enne è stato sospeso dal servizio e successivamente licenziato per giusta causa.

Secondo quanto contestato dall’azienda, il dipendente avrebbe svolto un’attività ritenuta incompatibile con lo stato di malattia dichiarato, compromettendo o ritardando il presunto percorso di recupero psicofisico.

Durante il procedimento disciplinare, l’uomo avrebbe avuto la possibilità di fornire la propria versione dei fatti, ma avrebbe ammesso di aver tenuto un comportamento non compatibile con la condizione sanitaria dichiarata.

Il licenziamento è stato formalizzato il 4 marzo scorso.

Le possibili conseguenze giudiziarie

Sul fronte penale, il procedimento è ancora nelle fasi iniziali.

Per l’ex autista potrebbe configurarsi l’accusa di truffa ai danni del datore di lavoro, mentre per la moglie, medico dell’Asl, potrebbe essere contestato il reato di falso ideologico in relazione alla documentazione sanitaria che avrebbe prodotto.

Rischi anche sul piano disciplinare

Oltre agli aspetti giudiziari, la vicenda potrebbe avere conseguenze anche sul piano professionale.

L’Ordine dei Medici della Toscana ha infatti ricevuto una segnalazione da parte dell’azienda di trasporto e potrebbe valutare eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti della dottoressa qualora emergessero responsabilità nell’ambito dell’inchiesta.

L’evoluzione del caso sarà ora affidata agli accertamenti della magistratura, chiamata a chiarire l’effettiva portata dei fatti contestati alla coppia.

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