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Ceuta, emergenza migratoria senza precedenti: 60mila ingressi in poche ore, già rimpatriate 25mila persone

Pubblicato il 31 Luglio 2026

La crisi migratoria che ha colpito Ceuta, enclave spagnola in territorio marocchino, continua ad aggravarsi. Nelle ultime ore si stima che circa 60mila migranti abbiano raggiunto la città, mentre le autorità spagnole riferiscono che oltre 25mila persone sono già state rimpatriate in Marocco. Il bilancio delle vittime è in costante aumento e ha raggiunto 43 morti, recuperati al largo delle coste durante i tentativi di attraversamento.

Sanchez: “È un attacco alla sovranità della Spagna”

Il premier spagnolo Pedro Sanchez, giunto personalmente a Ceuta per seguire l’emergenza, ha definito quanto sta accadendo “un attacco alla sovranità territoriale della Spagna”. Il governo di Madrid ha assicurato che verranno adottate tutte le misure necessarie per ristabilire rapidamente la normalità e garantire la sicurezza della popolazione, rafforzando i controlli lungo il confine.

Secondo Sanchez, dietro l’ondata migratoria ci sarebbero le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di esseri umani, accusate di sfruttare le vulnerabilità del sistema per favorire gli attraversamenti.

L’Unione Europea: “Scene inaccettabili”

Anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è intervenuta sulla vicenda, definendo “inaccettabili” le immagini provenienti da Ceuta. Bruxelles sostiene la cooperazione tra Spagna e Marocco e auspica procedure di rimpatrio rapide, nel rispetto delle norme europee.

Il commissario europeo agli Affari Interni, Magnus Brunner, ha precisato che non risultano movimenti di migranti da Ceuta verso altri Paesi dell’Unione Europea e che i controlli previsti dal sistema Schengen restano pienamente operativi.

Madrid risponde all’Italia sulla gestione della crisi

Sul fronte politico si registra un confronto tra Spagna e Italia. A Roma è stata valutata anche l’ipotesi di una sospensione temporanea di Schengen nei confronti della Spagna, proposta che ha trovato il sostegno della Finlandia.

Il governo spagnolo ha però respinto le accuse, chiarendo che l’emergenza non sarebbe collegata alla recente regolarizzazione di 500mila migranti, bensì a una sentenza della Corte Suprema che impedisce il respingimento immediato delle persone entrate a nuoto. Secondo Madrid, questa decisione sarebbe stata strumentalizzata dalle reti criminali per incentivare le partenze.

Rimpatri a ritmo serrato

Le autorità spagnole hanno comunicato che oltre 25mila migranti sono già rientrati in Marocco tra l’alba e le prime ore del pomeriggio. Le operazioni di rientro starebbero procedendo a un ritmo di circa 150 persone al minuto, grazie alla collaborazione tra Madrid e Rabat.

Nel frattempo, le istituzioni europee sottolineano che migliaia di migranti stanno facendo ritorno volontariamente in Marocco, mentre la situazione sul terreno resta in continua evoluzione.

Sale il numero delle vittime

Il dramma umanitario continua a pesare sull’emergenza. Le autorità locali hanno confermato il recupero di 43 corpi senza vita nelle acque antistanti Ceuta, tutti appartenenti a migranti che hanno tentato di raggiungere l’enclave via mare.

Il dato porta a 73 il numero complessivo delle vittime registrate dall’inizio dell’anno, considerando anche i decessi avvenuti nei mesi precedenti. Le ricerche in mare proseguono e il bilancio potrebbe purtroppo aumentare ulteriormente.

Bruxelles evita ipotesi di “guerra ibrida”

Alcune ricostruzioni hanno ipotizzato che dietro l’ondata migratoria possa esserci una strategia riconducibile a una cosiddetta “guerra ibrida”. Le istituzioni europee, tuttavia, invitano alla prudenza.

Secondo fonti dell’Unione Europea, non esistono al momento elementi sufficienti per sostenere questa tesi. Bruxelles evidenzia invece che le autorità marocchine si sono attivate rapidamente per gestire la situazione, collaborando con la Spagna nelle operazioni di controllo della frontiera e nei rimpatri.

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