Pubblicato il 2 Settembre 2026
L’intelligenza artificiale si prepara a entrare ancora più profondamente nel mondo della sanità. ChatGPT potrà infatti interagire con le cartelle cliniche elettroniche e con alcune delle principali fonti di dati sanitari, mettendo a disposizione di medici, ricercatori e altri professionisti un nuovo strumento per analizzare informazioni e semplificare le attività quotidiane.
L’obiettivo è rendere più immediata la consultazione della storia clinica di un paziente, individuare eventuali cambiamenti rispetto alle visite precedenti e raccogliere rapidamente gli elementi più importanti in vista di un nuovo appuntamento.
La novità riguarda ChatGPT for Healthcare e l’integrazione con la cartella clinica elettronica di Epic. A questa si aggiunge il plugin Healthcare Public Data, progettato per consentire l’accesso strutturato a fonti sanitarie autorevoli come PubMed, DailyMed e CMS Coverage.
Cosa potrà fare ChatGPT con la cartella clinica
La nuova integrazione punta a ridurre il tempo necessario per recuperare informazioni che, normalmente, il personale sanitario deve cercare in diverse sezioni della documentazione del paziente.
Un medico potrà, per esempio, chiedere a ChatGPT che cosa è cambiato dall’ultima visita, quali esami di laboratorio recenti meritano attenzione o se ci sono state modifiche nella terapia farmacologica.
L’intelligenza artificiale potrà inoltre aiutare a individuare nuove indicazioni fornite dagli specialisti, controlli ancora da effettuare, visite da programmare e questioni cliniche rimaste irrisolte.
Il sistema raccoglierà le informazioni pertinenti presenti nella cartella autorizzata e le organizzerà in un riepilogo, mantenendo i collegamenti con i dati e i documenti di origine. In questo modo il professionista potrà avere una visione più rapida e ordinata della situazione clinica.
Un supporto integrato nel lavoro quotidiano
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la possibilità di integrare l’intelligenza artificiale direttamente nell’ambiente della cartella clinica elettronica.
Il medico potrebbe quindi utilizzare le funzioni di ChatGPT senza dover necessariamente passare da un sistema all’altro. L’obiettivo è creare un flusso di lavoro più fluido, nel quale le informazioni vengono recuperate e sintetizzate nel contesto stesso dell’assistenza al paziente.
L’AI, in questo scenario, non si limita dunque a rispondere a una domanda generica: utilizza il contesto clinico autorizzato per aiutare il professionista a orientarsi tra una grande quantità di dati.
Dalla cura dei pazienti alla ricerca scientifica
Le nuove possibilità non riguardano soltanto l’attività clinica. L’accesso a diverse banche dati potrebbe rivelarsi particolarmente utile anche per la ricerca.
Un gruppo di ricercatori, ad esempio, potrebbe utilizzare ClinicalTrials.gov per individuare studi clinici ancora aperti al reclutamento e confrontare i criteri necessari per partecipare.
Anche i farmacisti potrebbero beneficiare dell’integrazione con DailyMed, utilizzandola per consultare le informazioni aggiornate relative alle caratteristiche, alle avvertenze e all’etichettatura dei medicinali.
Un nuovo ruolo per l’intelligenza artificiale in sanità
Le applicazioni possono estendersi anche alla sanità pubblica. Un gruppo impegnato nella progettazione di un programma per la prevenzione del diabete potrebbe riunire, attraverso gli strumenti disponibili, ricerche scientifiche, studi clinici in corso e informazioni sulla copertura sanitaria.
La possibilità di collegare queste diverse fonti consente di avere un quadro più ampio e documentato, utile per confrontare le alternative disponibili e individuare eventuali aspetti che richiedono ulteriori approfondimenti.
La direzione intrapresa è quindi quella di un’intelligenza artificiale sempre più integrata nei processi sanitari. ChatGPT punta a diventare uno strumento di supporto per medici, ricercatori e professionisti della salute, capace di mettere in relazione dati clinici e fonti autorevoli.
L’obiettivo finale è una gestione delle informazioni più rapida e organizzata, con il potenziale di favorire un approccio alla medicina sempre più basato sui dati e personalizzato sulle esigenze del singolo paziente. Fonte: LaPresse

